Turismo veneto, 300 operatori protestano a Venezia: "Settore in ginocchio"

Agenzie di viaggio, tour operator e società di noleggio: 1.200 aziende da mesi senza lavoro. "Siamo stati dimenticati, nessun aiuto concreto"

VENEZIA. Agenzie di viaggio, tour operator e società di noleggio bus sono fermi da mesi: lo tsunami coronavirus ha messo in ginocchio oltre 1.200 realtà del territorio che si occupano di turismo. Giovedì mattina indignazione e rabbia degli addetti del settore si sono fatti sentire per quasi tre ore davanti alla sede regionale Grandi Stazioni con fischietti e megafoni. Il Movimento autonomo agenzie di viaggio è stato fondato dalla trevigiana Alice Girardi e dalla veneziana Eleonora de Bei e ha subito riscosso tantissime adesioni. Il settore non solo si è visto cancellare tutte le prenotazioni dei mesi scorsi, ma non ha ricevuto nessun aiuto concreto.
 

La protesta degli operatori del turismo veneti

 
Girardi, Monica Bozzetto di Treviso, Rino Bellanti e Patrizia Leonardi di Vicenza hanno consegnato un documento è parlato con i referenti della Regione per quasi due ore. “L’assessore al Turismo Federico Caner dovrebbe leggerlo per poi convocarci” hanno spiegato i portavoce che si stanno già preparando alla manifestazione del 4 giugno a Roma “Il nostro obiettivo è anche quello di farci sentire dal ministro Dario Franceschini per ricordargli che noi siamo quelli che muovono il turismo, ma che siamo stati messi da parte”. 
 
I battenti in teoria sono riaperti anche per le agenzie, ma per chi ci lavora sembra una presa in giro: le spese fisse rimangono, ma di fatto non è cambiato nulla. I confini tra le regioni saranno infatti riaperti il 3 giugno, ma solo per il ricongiungimento e per motivi di lavoro.
 
 
 I tour operator chiedono di abbattere o rimodulare la Ztl che, solo per entrare a Venezia, varia da 330 a 450 euro; di aumentare i posti negli autobus perché attualmente la Regione ha deciso per un'ulteriore restrizione rispetto a Roma, nel senso che in Veneto su circa 55 posti, una corriera turistica potrà trasportare 20 persone e non 41 come a livello nazionale.
 
 Per le agenzie di viaggio le richieste sono di ricalcolare il fondo perduto da destinare perché attualmente la somma sarà versata in base al guadagno dell’aprile 2019, un mese però non simbolico per le agenzie perché il lavoro vero è nei mesi estivi. La richiesta è di fare quindi una media su tutto l’anno per calcolare la somma di riferimento. Poi, si chiede di estendere la cassa integrazione fino a fine anno perché la ripresa sembra essere molto più che difficile: “Il cliente spesso non sa quanto noi lo tuteliamo” spiega Girardi “Noi abbiamo due spese fisse che sono l’assicurazione di Responsabilità Civile e il Fondo di Garanzia. Quando è scoppiata l’emergenza abbiamo rimpatriato a nostre spese clienti da Zanzibar, Argentina e Russia”. 

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