Veneto, dal 15 giugno il teatro va in piazza: Carlo e Giorgio a Venezia, Fabio Sartor e Opv a Padova, Red Canzian a Treviso

Red Canzian e Carlo e Giorgio

Il programma del tatro stabile del Veneto per ripartire: distanziati, gratuiti e con prenotazione. Ma le maestranze scendono in piazza per protesta: non hanno visto un euro di contributi

VENEZIA. I teatri non riaprono, ma il teatro sì. Ed è un bel segnale. Il 15 giugno alle 18 lo Stabile del Veneto organizza in simultanea tre spettacoli dal vivo in piazza a Venezia, Padova e Treviso, proprio nel primo giorno in cui sarà possibile riprendere l’attività per quel che riguarda gli spettacoli. Certo non è una riapertura vera e propria, quella è rimandata a ottobre, ma è un dire: noi ci siamo.

«Le nostre città saranno vive solo quando riapriranno i teatri» dice Giampiero Beltotto, presidente dello Stabile del Veneto, che per la prima conferenza stampa dal vivo ha scelto la piazzetta davanti al Teatro Verdi. E allora ecco che con gli amministratori dei Comuni delle tre città venete lo Stabile ha pensato a un evento sia dal vivo che in streaming per festeggiare la riapertura. Saranno spettacoli gratuiti (ma su prenotazione), con posti limitati: gli altri potranno seguire sui canali web.


A Venezia, in Campo San Polo, i padroni di casa saranno Carlo e Giorgio, a Treviso in Piazza dei Signori ci sarà Red Canzian, mentre a Padova, nel cortile di Palazzo Moroni ci saranno Fabio Sartor e l’Orchestra di Padova e del Veneto.

(Intanto a Padova le maestranze dello spettacolo protestano, annunciando manifestazione a Venezia per il 30 maggio, come spiegano nel video)

Padova, la protesta dei lavoratori dello spettacolo: "Per noi, neanche un euro"

Cosa succederà in queste serate è ancora da definire. «Cercheremo anche di respirare l’atmosfera» dice Red Canzian, che prepara uno spettacolo pianoforte e voce, con una quindicina di canzoni «e su quella base interagiremo col pubblico, ma l’importante per tutti noi è ovviamente ricominciare».

Se le misure di prevenzione rendono di fatto troppo oneroso proporre spettacoli in teatro, come è stato fatto le estati scorse, sicuramente più fattibile è puntare sull’aperto. «Insieme ad Arteven» continua Beltotto «abbiamo siglato un accordo per portare il teatro in tutti le città venete, anche e soprattutto nei piccoli centri, e siamo pronti a collaborare con tutte le amministrazioni comunali che lo vorranno per dare alla nostra regione un ricco cartellone di eventi estivi». E l’invito è veramente rivolto a tutti, anche a quelle città come Vicenza, Verona, Rovigo, Belluno che non sono coinvolte nella gestione dello Stabile, ma con le quali c’è la volontà di collaborare. Si pensa ad anteprime, letture, incontri con gli artisti del territorio, coinvolgendo soprattutto la Compagnia Giovani dello Stabile e gli allievi della Scuola Teatrale di Eccellenza.



Intanto il teatro come luogo ritorna ad aprirsi per le prove degli spettacoli e anche per le biglietterie, perché comincerà la operazione rimborso per gli spettacoli saltati («ma se decidete di aiutarci non richiedendo i soldi vi siamo grati» dice Beltotto). Perché ripartire, lo sanno tutti, non sarà facile, specialmente se nei prossimi mesi non ci sarà qualche novità sulle misure di sicurezza che oggi prevedono un numero di spettatori molto limitato all’interno dei luoghi chiusi. Lo ricorda come ospite nella conferenza stampa anche Valeria Arzenton, che sta ragionando sulla riapertura del Gran Teatro Geox. E nel frattempo allo Stabile si fa un bilancio della “Stagione sul sofà” che comunque continuerà nelle prossime settimane con un obiettivo, il milione di contatti, che Beltotto annuncia sorridendo: come dire, è una battuta ma in fondo ci credo. E non a torto, perché siamo a 450 mila («cifra impensabile prima») ma stanno per partire alcune proposte particolarmente allettanti prodotte dallo Stabile come “Yuri Libero” scritto da Matteo Righetto e gli episodi dei “Racconti dell’Iliade” con Andrea Pennacchi che debutteranno sabato alle 20 nelle piattaforme streaming anche degli Stabili di Bolzano, del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sloveno di Trieste. —

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