Coronavirus, Veneto escluso dai finanziamenti per le zone rosse. Zaia: "Facciamo causa allo Stato"

"È imbarazzante vedere quello che sta accadendo. Noi abbiamo dato l’incarico per ricorrere, il decreto va buttato nel cestino e riscritto. E' offensivo per i veneti"

PADOVA. Il Veneto fa causa allo Stato per il mancato riconoscimento dei fondi destinati alle zone rosse. Il governatore Luca Zaia annuncia di aver dato mandato al professor Mario Bertolissi di ricorrere contro il decreto rilancio che destina 200 milioni di finanziamenti per i Comuni che, per almeno tre giorni, sono stati zona rossa. Una prima versione sarebbe stata corretta e, da questa, sarebbero scomparsi non solo Padova, Treviso e Venezia, ma addirittura Vo', il piccolo paesino sui Colli Euganei divenuto oggetto di uno studio scientifico dell'Università.

"È imbarazzante vedere quello che sta accadendo. Noi abbiamo dato l’incarico per ricorrere, il decreto va buttato nel cestino e riscritto. Andiamo davanti a chiunque perché è offensivo per i veneti". Zaia ripercorre i vari passaggi: "C’è stato prima un dibattito per la dimenticanza delle zone venete rosse, poi una prima stesura rispettosa delle nostre rimostranze. Solo dopo è diventata legge ma noi siamo riscomparsi. I giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere. E' finito in Gazzetta un nuovo testo e noi non c'eravamo più. Io non voglio togliere nulla a Lodi, Brescia, Bergamo e Piacenza ma ci devono essere anche Padova, Venezia, Treviso e Vo'. Anche noi abbiamo avuto i nostri 1847 morti e 19 mila malati".

Le zone rosse venete sarebbero quindi giunte in coda rispetto ai 10 comuni del Lodigiano e a altre zone della Lombardia e dell'Emilia. "Dopo 24 ore da quell’8 marzo tutta Italia diventa zona rossa ma nessuno ha revocato quelle che da noi erano già zone rosse e che poi vengono cancellate alla volta del 13 aprile" ha puntualizzato il governatore Zaia che poi torna sul tema del turismo in crisi, che in Veneto si traduce in un indotto da 35 milioni. "Spero in uno Schengen sanitario e che il Ministero degli Esteri faccia una parte importante sui tavoli internazionali. Spero che si finisca di leggere di corridoi che non riguardano l’Italia. Pensare che Germana e Austria facciano un corridoio turistico sulla Croazia e non sulla loro destinazione tradizionale che è l’Italia, è incredibile".

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