App, sensori, smartwatch, robot e braccialetti elettronici: il Veneto e la rivoluzione digitale del Coronavirus

Innovazione è la parola d'ordine per numerose aziende e startup. Dal distanziamento ai dispositivi no-touch in spiaggia, ecco tutte le "diavolerie" che sono già realtà

PADOVA. Se in questi mesi, quando si parla di gestione dell’emergenza in Veneto, si parla di un modello che ha funzionato, parte del merito lo si deve a Engineering, tra i principali gruppi tecnologici italiani, nato a Padova quarantan'anni fa. C’è la società dietro l’idea di “dialogo dei dati” raccolti da Regione e aziende sanitarie venete, affinché questi non siano considerati per compartimenti stagni, ma interagiscano funzionalmente, regalando nuove prospettive in chiave sistemica.
 
Il riassunto è “Engde4bios”, sistema di biosorveglianza data-driven e cloud-native sviluppato da Engineering per la Regione Veneto e Azienda Zero: un aiuto per la task force regionale nell’indirizzare la sua strategia, attraverso l'armonizzazione di dati per il disegno in tempo reale di quella che è stata ed è l'evoluzione dell'epidemia all'interno della nostra regione.
 

Un braccialetto per segnalare la distanza di sicurezza sul lavoro e per strada

 
Ma, concretamente, di cosa si tratta? «Abbiamo sviluppato una piattaforma di biosorveglianza in grado di integrare in un unico sistema e di mettere in relazione tra loro i dati sanitari e anagrafici degli assistiti della regione» spiega la padovana Arianna Cocchiglia, director healthcare innovation and partnership della società.
 
 
I dati a cui si riferisce consistono nel numero e negli esiti di tamponi e test sierologici effettuati (compresi quelli fatti all’interno di laboratori accreditati), nei dati che riguardano le persone (positivi, guariti e negativi), nel contesto demografico (fasce di età, popolazione sotto screening, popolazione infetta) e nelle curve di evoluzione dell’epidemia.
 
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Poi c'è la app Immuni,  scelta dal Governo per il tracciamento dei contagi nella “fase due”. Quattro ragazzi “figli degli ’80”, tre dei quali con studi all'Università di Padova: il 34enne padovano Francesco Patarnello, il 35enne vicentino Matteo Danieli e il 35enne veronese Luca Ferrari. A cui aggiungere il torinese, ma con nonno veneto, Luca Querella. Quattro cervelli in fuga che si sono incrociati tra le vie di Copenaghen trasformando un'amicizia nella principale start up europea per lo sviluppo di app. Bending Spoons, la società attuale, è arrivata nel 2013, accompagnata l’anno successivo dal ritorno in Italia, a Milano.
 

Immuni, l'app di tracciamento per il Covid-19: come funzionerà tra privacy e possibili errori di calcolo

 
I codici generati quando la app entra a stretto contatto con un altro smartphone che usa lo stesso servizio, finiscono in un apposito registro. Se una persona risulta positiva al test del Covid-19, permette di farlo sapere a coloro con cui è stata a stretto contatto entro i 14 giorni precedenti. Ma tutto è anonimo. Gli utenti della stessa app saranno avvisati, ma senza dettagli su quando, come e con chi è avvenuto il contatto.
 
 
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Covidindex, ovvero una app che aiuta i lavoratori e le aziende a monitorare il rischio Covid nella Fase 2, in modo da intervenire tempestivamente in caso di necessità è la soluzione ideata da AzzurroDigitale, startup padovana nata all’interno di Talent Garden e specializzata nella digital transformation per il settore manifatturiero, per trovare il modo di garantire ai dipendenti delle aziende un rientro sicuro al lavoro.
 
«Già da tempo operiamo con le fabbriche attraverso Awms, (acronimo di Advanced workforce management system, ndr), software che consente di pianificare la forza lavoro degli operai rispettando competenze e fattori di rischio» dice Carlo Pasqualetto, ad.
 
Un software che già lo scorso anno aveva conquistato giganti dell’industria nordestina come Electrolux, De’ Longhi e Zoppas, oltre a Ferrari. Il lavoratore può scaricare una app sul proprio cellulare e quotidianamente sarà invitato a rispondere ad alcuni quesiti, per capire ad esempio se ha la febbre, se accusa perdita di gusto e/o olfatto.«Dalle risposte abbiamo elaborato un indice di rischio denominato Covinindex, che quotidianamente offre una risposta al personale sotto forma di semaforo, dal via libera al consiglio di restare a casa».
 
Nell’ultimo caso, i dati elaborati giorno per giorno consentono di ricostruire in quali ambienti il lavoratore a rischio ha lavorato nelle due settimane precedenti, in modo da mettere in campo tutte le misure di protezione anche per i colleghi. Un’idea che ha conquistato Aon, che ha voluto stringere una partnership con AzzurroDigitale, aprendo a quest’ultima le porte dei clienti del colosso assicurativo americano.
 
 
Fase 2 con una novità che troverà spazio sulle spiagge di Caorle ma che sembra destinata a superare i confini dell'isola bella, visto che arrivano richieste dall’Inghilterra e dall'Austria. Infatti è stato creato, grazie a una start up che si chiama Sunrise, un termoscanner speciale, una colonna alta poco più di un metro e mezzo in grado di riconoscere la temperatura corporea all’istante a meno di due metri di istanza. Non solo. Fornito di gel igienizzante permetterà ai turisti di poter disinfettare mani e anche piedi (nudo o con scarpe indossate). Il termoscanner ha un nome, “Spray for Life” e comparirà sulle strade di Caorle dopo un accordo con il Comune.
 
La colonnina è del tutto simile ai metal detector degli aeroporti, e racchiude le ultime innovazioni tecnologiche dentro un digital totem kiosk, unico nel suo genere a livello mondiale, basato su componenti tecnologici cinesi e realizzazione totalmente a firma di artigiani 4.0 veneti. Il sistema è formato da tre dispositivi.
 
Il primo è un filtro che ferma le persone fuori dall’ingresso: un termo scanner ad infrarossi che, a meno di due metri di distanza, in meno di un secondo analizza la temperatura corporea con margine di errore di 0,2 gradi e la mette in mostra i risultati su uno schermo digitale a otto pollici. Chi ha la febbre non passa, l’altolà viene comunicato con un messaggio audio e video e la colonnina si illuminerà di rosso, azionando un allarme. È possibile, integrando il dispositivo con una barriera, persino bloccare l’ingresso in automatico.
 

Jesolo, servizi igenici in spiaggia con sistema a sensori e braccialetto no-touch

 
Allo stabilimento Manzoni di Jesolo va invece in scena il sistema “no touch”. Un gruppo di società ha elaborato il progetto “Spiaggia 4.0”, realizzato dalle società Metawelness, Wedigital e Rivemo, che ora sarà ora proposto sia alle amministrazioni pubbliche del Veneto, sia agli operatori balneari. Nella spiaggia del post emergenza Covid non si toccherà nulla e si potrà fare tutto con braccialetto elettronico e telefonino. È la nuova spiaggia nell'era del coronavirus che inevitabilmente condizionerà anche la nostra estate. Il presidente dello stabilimento Manzoni è Amorino De Zotti.

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In queste settimane di emergenza Covid-19 Robosense, start-up gemmata dal Dipartimento di Ingegneria Industriale di Trento, ha messo a punto per un suo cliente, AB Analitica di Padova, un sistema robotico che permette a biologi e biotecnologi di compiere con velocità e precisione le analisi sui tamponi che giungono ai diversi laboratori autorizzati allo screening. Il sistema permette di analizzare in circa 3 ore fino a 100 campioni con metodica one-step Real time a partire da Rna estratto da campioni clinici umani per verificare l’eventuale presenza di infezione da Covid-19.
 
Il team di Robosense è composto da cinque ingegneri meccatronici (età media 35 anni), tra cui l'ingergnere Luca Maule, il professor Mariolino De Cecco. L’ingegnere Mattia Tavernini, di Civezzano, è l’amministratore delegato. Il lavoro di Robosense è stato mettere a frutto le competenze nel campo della robotica a servizio della realizzazione di strumentazione per l’automazione di protocolli molecolari. Il sistema si basa su un robot cartesiano a tre assi con 4 o 8 canali in grado di controllare la dispensazione di campioni, reagenti e/o acidi nucleici in volumi desiderati con puntali monouso.
 
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Jonix è un’azienda giovane, nata nel 2013 come corporate spinoff di HiRef SpA, azienda di Tribano (Padova) fra i leader nei sistemi di raffreddamento per data center, con un doppio cuore pulsante nella penisola: a Pisa, nei laboratori Archa, centro di ricerca d’avanguardia partner dell’ateneo pisano, e nel Veneto, fulcro della produzione: a Tribano, in provincia di Padova e a Treviso, dove l’assemblaggio della linea Cube viene effettuato dalla cooperativa sociale Sol.Co, realtà attiva nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità.
 
La cooperativa, nel pieno rispetto delle regole previste dall’emergenza Covid-19, sta lavorando a pieno regime, conscia dell’importanza di rispondere in tempi rapidi alla richiesta crescente di sanificatori d’aria.  HiRef conta 293 dipendenti e ha chiuso il 2019 con un fatturato di 56,8 milioni (+9%), dei quali 21,3 da 7 spin-off realizzati nel corso degli anni per diversificare e far rendere al meglio le varie linee innovative. Presente in Europa, in America Latina, in Africa e in molti Paesi di lingua russa, HiRef ha realizzato il sistema di refrigerazione per la metropolitana di Copenaghen, l'impianto di raffreddamento per la zecca di Stato della Russia.
 
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Samsung Electronics Italia e Concessioni Autostradali Venete (Cav Spa) hanno annunciato una partnership con la software house «appFORGOOD» per la gestione delle attività in sicurezza di tutti i dipendenti della concessionaria del Veneto durante la Fase 2. Cav riceverà tre applicazioni, più una per la messaggistica istantanea, per gli smartwatch Samsung, che permetteranno di monitorare, sia per il personale sul territorio che per i manager negli uffici amministrativi, il controllo della distanza minima, la misurazione continua della temperatura corporea e il tracciamento dei dipendenti eventualmente positivi al Covid-19.
 
Nella fase test, oltre 100 dipendenti volontari di Cav hanno ricevuto gli smartwatch configurati con le app, con l'obiettivo di estenderne la distribuzione a tutti i 250 lavoratori dell'azienda veneta. Le segnalazioni di allarme generate dall'app potranno essere inoltrate verso gli utenti responsabili della supervisione.
 
 

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