Coronavirus e Fase 2, a Venezia la protesta dei lavoratori intermittenti dello spettacolo e cultura

Protesta degli "invisibili" a San Marco e davanti ai Giardini della Biennale per avere tutele e garanzie che vadano oltre la fase della chiusura per coronavirus

VENEZIA. Manifestazione di protesta dei lavoratori con contratti intermittenti, in particolare del mondo dello spettacolo e della cultura. La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo presta la propria attività con contratti di lavoro intermittente a chiamata, a tempo determinato o indeterminato, con piccole e grandi cooperative di categoria. 
Ciò non garantisce adeguate tutele ed introiti sicuri e costanti, non garantisce diritti basilari quali la malattia, costringendo così ad affidarsi ad assicurazioni private per far fronte ad eventualità; non contempla la maternità e la maturazione di TFR o di ferie. Altri sono autonomi in partita iva, altri ancora sono soci di piccole società, service o agenzie di booking.
 
 La manifestazione si è tenuta, nel rispetto delle distanze anti assembramento, al ponte degli Scalzi, San Marco e di fronte alla Biennale ai Giardini. 
 

Michela Barasciutti: "Gli invisibili della cultura e spettacolo"

 
«Viviamo in una città dove industria del turismo e cultura sono legate a doppio filo, un filo che ora si è rotto», hanno spiegato gli organizzatori, «A farne le spese sono e saranno naturalmente i più deboli, le lavoratrici e i lavoratori con contratti intermittenti e quelli ricchi di flessibilità e poveri di tutele. La normalità, alla quale molti anelano a tornare, per tanti altri costituiva già un problema".
 
 «Per i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura per esempio, spesso “arruolati” con contratti atipici, con retribuzioni al ribasso, con lunghi tempi di attesa per i pagamenti e senza copertura per malattia, tornare al “prima” Covid-19 significa tornare a convivere con le questioni di sempre. Chi lavora nel mondo dello spettacolo è spesso invisibile agli occhi dello spettatore. Si assiste a concerti e spettacoli teatrali, si partecipa a fiere e convention e non si pensa alla squadra di professionisti che rende possibile ognuno di questi eventi. Un lavoro che talvolta prevede dodici, quattordici o sedici ore consecutive, con poche pause, con uno stress fisico e mentale che rende il lavoro ascrivibile alla categoria dei lavori usuranti. Un lavoro fatto per e con passione e dedizione, che spesso sorvola sulle decine di ore di pre- produzione necessarie per la riuscita degli eventi ma non retribuite. Per questo oggi in più punti di Venezia, che agli occhi del mondo è arte e cultura, lavoratrici e lavoratori del settore espongono striscioni e cartelli per rendersi visibili».
 
 «In un momento storico dove scompaiono concerti e spettacoli, come in un bizzarro gioco di scambio ecco apparire chi quei concerti e spettacoli rende possibili. Se si parla di futuro, quale futuro si può immaginare se l’intero tessuto economico e sociale si sfalda? Quale futuro si può costruire senza reddito e senza ammortizzatori sociali adeguati? Quale futuro possono avere le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo se non si sa come e quando si può ripartire? Non per sopravvivere, ma per vivere nel prossimo futuro c’è bisogno fin da ora di un reddito di quarantena per tutte le lavoratrici e i lavoratori precari vittime dell'Emergenza Coronavirus, da articolare in forme di sostegno al reddito, agevolazioni fiscali e contributive».
 
Il settore chiede inoltre una riforma legislativa del settore che prenda atto dell’intermittenza e della flessibilltà che lo caratterizza e implementi tutte le tutele e i diritti necessari, giungendo a stabilire un salario minimo per queste professionalità.
 
Le richieste prevedono l’apertura di un tavolo di discussione su alcuni punti programmatici:  chiarimento sulla richiesta della CIG in deroga per gli intermittenti dello spettacolo e, più in generale, per i lavoratori a chiamata;  emanazione di una nuova circolare INPS che faccia chiarezza sul sistema di richiesta e di calcolo della CIG in deroga;  sostegno al reddito per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore indipendentemente dalla forma contrattuale;  riforma degli ammortizzatori sociali per il settore dello spettacolo che controbilanci la sua natura intermittente garantendo una continuità di reddito.

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