Coronavirus, il giallo dei "congiunti": per Anci Veneto si potranno incontrare anche i fidanzati

La vice presidente Elisa Venturini pubblica il documento dell'Associazione dei Comuni, con l'interpretazione dell'ultimo decreto del governo

VENEZIA. Dall'11 marzo non si erano (ufficialmente) più potuti incontrare fidanzati, coppie di fatto che abitano in case diverse, morosi, separati dal succedersi dei vari decreti anti-coronavirus, che legittimavano gli incontri solo all'interno del nucleo familiare convivente.

E dal 4 maggio, cosa accadrà?

"Le visite ai congiunti" è proprio una delle novità dell'ultimo decreto firmato dal premier Conte, che all'articolo 1 comma a, autorizza "gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie".

Ma chi sono i "congiunti"? Al netto dei parenti stretti, le coppie si potranno incontrare?

Il distacco affettivo "per legge" di queste settimane di pandemia, è stato, infatti, una delle regole più difficili da rispettare, a livello di relazioni personali.

Al netto del fatto che certamente i controlli delle forze dell'ordine non potranno arrivare dentro le case - per verificare rispetto delle distanze e l'uso delle mascherine - Anci Veneto interviene per chiarire che, sì, tra i "prossimi congiunti" rientrano anche  fidanzati e fidanzate.

A farsene portavoce via Facebook è la vice presidente dell'Associazione dei comuni italiani, la padovana Elisa Venturini, vice Sindaco di Casalserugo, che via social rilancia il documento interpretativo dell'ultimo Dpcm da parte dell'Anci  Veneto (anche su questo punto).

"Alla luce di recenti sentenze", si legge nel documento, "si può ritenere che in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo si possa "prescindere dall'esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali" e pertanto si possa far rientrare tra i "congiunti" anche il fidanzato/a".

La giurisprudenza più recente - osserva la vice presidente Venturini, in un suo commento Fb - "ha sviluppato il concetto di "prossimo congiunto" con riferimento all'individuazione della vittima primaria di un illecito civile. La Cassazione si è espressa affermando che, "in presenza di un saldo e duratoro legame" si possa "prescindere dall'esistenza di un rapporto di parentela o affinità giuridicamente rilevanti, facendo rientrare tra i prossimi congiunti anche la fidanzata della vittima".

Per estensione - ritiene l'Anci Veneto - la definizione vale anche in questo caso: le coppie potranno incontrarsi di nuovo. 

 

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