Il capo della polizia difende le autocertificazioni e la burocrazia da Coronavirus

Gabrielli al nostro giornale: abbiamo concentrato tutto su un unico foglio, le Regioni complicano tutto "e comunque mi sembra un po’esagerata l’attenzione rivolta a questo piccolo foglio di carta"

PADOVA. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha mandato una lettera al nostro giornale nella quale replica all'articolo del professor Michele Cortelazzo sul burocratese all'epoca del Coronavirus.

Per leggere cosa aveva scritto Cortelazzo, cliccate sul link corrispondente alla vostra testata

Mattino di Padova

Tribuna di Treviso

Nuova Venezia

Corriere delle Alpi

Ed ecco il testo del prefetto

***

Caro direttore, ho letto con interesse l’articolo pubblicato sul suo quotidiano dal titolo “Lessico, sintassi, logica e contenuto. Il burocratese sfida il virus, e vince”. Proverò a rispondere alle sollecitazioni dell’articolista, cercando di evitare uno degli sport nazionali più praticati, lo scaricabarile.

Alcune premesse sono, tuttavia, necessarie per comprendere il perché si siano succedute più “autocertificazioni” e perché esse possano apparire così complesse.

La strategia adottata nel nostro Paese per impedire la diffusione del coronavirus si è dovuta necessariamente adattare alla rapida evoluzione epidemiologica e normativa, con la ulteriore complicazione derivante dalle prescrizioni più stringenti che alcune Regioni hanno dato.

È di tutta evidenza la complessità dello scenario nel quale si sono dovute muovere le Forze di Polizia, chiamate a far rispettare una normativa ripetutamente mutata in un breve arco temporale e per di più diversificata nelle diverse parti del Paese. Avremmo potuto chiedere al cittadino

di “comprovare” le ragioni della circolazione attraverso corpose documentazioni da portare con sé, con evidente aggravio. Per evitarlo abbiamo deciso di predisporre, noi stessi, una autocertificazione, rendendola fruibile sui nostri siti istituzionali. Per evitare la creazione di modelli composti da decine di pagine abbiamo cercato di sintetizzare tutto in un unico foglio, rispettando la normativa sull’autocertificazione.

Richiedere la conoscenza delle disposizioni non è banale per due ordini di motivi: il primo perché nel nostro sistema vi è, come accennato, il concorso di più soggetti che hanno potestà legislative e regolamentari, il secondo perché gli spostamenti possono interessare più ambiti territoriali gravati da diverse disposizioni.

Insomma, caro direttore, tutto questo per dirle che anche a me piacerebbe vivere in una comunità in cui non fosse necessario alcun modulo di autocertificazione. In cui ogni cittadino, prima di muoversi, si interrogasse rispondendo ad una semplice domanda “È davvero necessario spostarmi? ” .

Ma purtroppo non è questo il mondo in cui viviamo.

Un’ultima annotazione: in un contesto così complicato, con decine di migliaia di morti, in un Paese destinato a morire di bulimia normativa, mi sembra un po’esagerata l’attenzione rivolta a questo piccolo foglio di carta. Ma il mio è necessariamente un giudizio di parte. Grazie


Franco Gabrielli
Prefetto Capo della Polizia
 

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