Prostitute alla fame, in fila alla Caritas: "Drammatica indigenza"

L'allarme della presidente della cooperativa Equality che segue le vittime della tratta in Veneto: "Presto rimarranno tutte senza una casa, bisogna aiutarle"

PADOVA. In fila, a testa bassa, con zeppe rosse tacco 12. In disciplinata attesa con senzatetto, tossicodipendenti, clandestini. Anche le prostitute tra gli ultimi delle città per avere un pasto. L'emergenza sanitaria legata al coronavirus, con il coprifuoco e le altre misure restrittive, stanno mettendo in ginocchio un'altra categoria di invisibili: le schiave del sesso a pagamento.

Ormai da due settimane abbondanti non guadagnano più un euro, perché le strade si sono svuotate. Nessuno più chiede compagnia, nessuno più paga. Il precario equilibrio che teneva a galla queste ragazze è stato definitivamente stravolto da una crisi irreversibile, che è quella del contatto umano.

"Vivono in una condizione di drammatica indigenza", dice senza mezzi termini Barbara Maculan, presidente della cooperativa Equality, che svolge servizio di contatto con presunte e potenziali vittime di tratta in Veneto nell'ambito del Progetto N.a.v.e (Network Antitratta del Veneto), 98 partner tra cui Comune di Padova, questure, Usl, prefetture, procure, ispettorati del lavoro e con Venezia Comune capofila.

"Ci chiamano per chiedere come fare a mangiare, non hanno più nulla" spiega Maculan, che in questi giorni sta cercando di predisporre una rete anticaduta. "Non è facile neppure usufruire dei buoni pasto, perché molte di loro non hanno la residenza e, di conseguenza, non vengono ammesse ai servizi di assistenza".

Venerdì scorso si è tenuta via Zoom una riunione tra tutte le realtà che, come la cooperativa Equality, seguono il mondo della prostituzione. E' stata riscontrata una situazione drammatica in tutta Italia, con il problema non indifferente che in molte aree del paese la Caritas nemmeno arriva. 

C'è un fenomeno preoccupante su cui le varie realtà stanno cercando di fare luce: la scomparsa, o quasi, delle ragazze africane. "Arrivano in Italia dopo aver contratto un debito nel loro paese, vengono tenute sotto scacco con la minaccia di riti voodoo. Che fine hanno fatto? Cosa succederà ora che a quel debito non riescono più a fare fronte? Nessuno, al momento, ha queste risposte", racconta la responsabile della cooperativa padovana che agisce su scala regionale.

I numeri della prostituzione di strada in Veneto collocano Verona al primo posto 244 lucciole censite, segue Vicenza con 193, Padova con 145, Venezia 144 e Treviso 140. A Rovigo e Belluno il fenomeno è praticamente inesistente. "La strada ora si è svuotata" continua Maculan. "Ma fino al 17 marzo scorso loro erano ancora tutte in strada, qualcuna anche con la mascherina. Ora si è bloccato tutto".

In questi giorni stanno emergendo con prepotenza tutte le difficoltà e i drammi delle persone che campano vendendo il proprio corpo tra zone industriali e strade a grande percorrenza. Dal Terraglio, tra Venezia e Treviso, fino a via del Plebiscito a Padova, le sofferenze sono le stesse. E la coop Equality raccoglie le richieste e cerca di fornire soluzioni: "Le africane ci chiedono semplicemente qualcosa da mangiare, i transgender invece necessitano anche di supporto psicologico, probabilmente per le cure ormonali a cui sono stati sottoposti. Noi cerchiamo di dare ascolto a tutti".

La città di Padova, capitale del Volontariato, pare abbia trovato proprio nel volontariato una soluzione che potrebbe risolvere in parte il problema. Centro servizi volontariato e Coldiretti ogni mercoledì e sabato doneranno le rimanenze del mercato a chilometro zero di Campagna amica. Il cibo sarà messo a disposizione delle ragazze.

"Stiamo studiando anche un modo per fare avere loro i buoni pasto del Comune, che si ottengono però con il presupposto della residenzialità", rivela Barbara Maculan. "Non ci si può girare dall'altra parte, questo è un problema sociale vero e il rischio è che tutte queste persone finiscano sulla strada. Ora che tutto è cambiato bisogna ricordarsi anche di loro". 

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