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Coronavirus, a Padova Sant'Antonio si affaccia sul sagrato e dà la benedizione al mondo

Il rettore Svanera con la reliquia del dito esce dal santuario dopo la messa e impartisce la benedizione del Santo protettore dei malati

2 minuti di lettura
Padova
Se il mondo non può più andare dal Santo, rimasto solo dentro una basilica deserta, allora è il Santo ad affacciarsi verso la città, verso i fedeli di tutto il mondo. Da ieri, e ogni martedì, con la reliquia del dito di sant’Antonio in mano - la stessa che viene utilizzata anche durante la solennità del 13 giugno - il rettore del santuario, padre Oliviero Svanera, si affaccia sul sagrato per benedire Padova e i fedeli di tutto il mondo. E, come è già successo ieri, ogni volta, vicino alle porte della basilica, ci sarà la statua del Santo, quella che viene esposta solamente a giugno.
 

Coronavirus a Padova. Dalla Basilica di Sant'Antonio la benedizione sul sagrato

 
un gesto di vicinanza
È una scelta dal forte sapore simbolico, quella dei frati. Che già qualche giorno fa avevano mandato un segnale con la composizione di una “Preghiera a sant’Antonio nel tempo dell’epidemia”, diffusa nel loro sito e sui social. Quella preghiera, che chiede al Santo di intercedere per porre fine alla pandemia, viene recitata ogni sera, al termine della messa delle 18. Una celebrazione che si può definire eccezionale, visto che si svolge nell’Arca del Santo e a porte chiuse - in diretta streaming e tv - e che ora si arricchisce, ogni martedì, di un altro momento ad alto contenuto emotivo.
 
i martedì
La scelta del martedì, ovviamente, non è casuale. È il giorno della devozione antoniana e per tredici settimane scandisce le tappe di avvicinamento alla festa del 13 giugno, con momenti di meditazione (ora in video) e di preghiera.
 
il programma
Ogni martedì alle 18, come gli altri giorni della settimana, si terrà la celebrazione eucaristica. Al termine i frati nel santuario e i moltissimi devoti sparsi in tutto il mondo pregheranno la “Tredicina” per invocare la misericordia di Dio per intercessione di sant’Antonio; intorno alle 18.40 il rettore con la sacra reliquia del dito scenderà processionalmente fino alla porta principale della basilica, da dove, sulla soglia a porte aperte, impartirà la benedizione alla città e al mondo, mentre i religiosi all’interno accompagneranno il gesto con il canto del “Si quaeris” diffuso in piazza dai megafoni, come ormai avviene da una settimana al termine della preghiera liturgica del mattino e della sera. Il rito della benedizione si ripeterà ogni martedì sera del tempo di pandemia, sempre alla stessa ora. Il rito della benedizione sarà visibile soltanto in televisione (sul canale Rete Veneta), mentre la messa si può seguire sia in tv che sul web (Santantonio.org), che sulla pagina facebook “Sant’Antonio - i frati della basilica” e anche sul canale YouTube.
 
il santuario al tempo del virus
La basilica, nonostante le restrizioni di questo periodo, è sempre aperta dalle 8.30 alle 17.30, ma solo per la preghiera privata e con l’obbligo di rispettare le distanze di sicurezza. Gli stessi frati, all’interno del santuario, stanno osservando gli accorgimenti di sicurezza sanitaria. Tre di loro, una settimana fa, sono risultati positivi al Covid-19 e sono in isolamento. Più in generale, tutto il complesso del Santo si è adeguato alla situazione: sono chiusi i negozi e l’ufficio informazioni, disponibile solo per telefono. L’unica attività che prosegue è quella della redazione del Messaggero di Sant’Antonio, per lo più in regime di smart working. —
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