Contratti a termine, addetti a quota 100 mila: domanda in aumento

Report dell’Osservatorio veneto: quasi la metà sono under 30 Tasinato (Cgil): «Le aziende lo usano spesso come prova» 

VENEZIA. Sono tornati a salire i lavoratori veneti con contratto di somministrazione. Oggi sono circa 100.000, in crescita costante negli ultimi anni e accentuata ad inizio 2019. Di questi quasi la metà sono giovani under 30, prevalentemente diplomati, mentre uno su quattro è straniero. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio di Veneto Lavoro sul lavoro somministrato nel periodo 2013-2019.

Se nel 2013 le assunzioni effettuate dalle agenzie di somministrazione con sede in Veneto erano state circa 112 mila, di cui appena 500 a tempo indeterminato e con 55 mila lavoratori coinvolti, nel 2018 si è arrivati a oltre 190 mila assunzioni (quasi 2 mila a tempo indeterminato) e 100 mila lavoratori interessati (lo stesso lavoratore può essere assunto più volte nel corso dell’anno).


Numeri in crescita

«Nel 2012 con la legge Fornero si è aperta la somministrazione a categorie prima escluse, poi il decreto Poletti ha di fatto allungato oltre 36 mesi la somministrazione - spiega Luigino Tasinato, segretario regionale Nidil Cgil -. Lo stop si è registrato con il Decreto dignità dell’anno scorso, che ha reso più restrittivo l’accesso al tempo determinato, con la riduzione del contratto a termine ad un anno». Tasinato: «Ma ora il “fenomeno” è ripartito.

Under 30

La metà dei “somministrati” in Veneto sono under 30. «Molta parte delle imprese non possono più utilizzare liberamente la somministrazione come facevano una volta – prosegue Tasinato -. Le aziende ora utilizzano sempre più il lavoro somministrato come periodo di prova per i nuovi assunti, con alcuni vantaggi per il datore di lavoro sul fronte del riconoscimento della qualifica al lavoratore e “facilità” nella chiusura eventuale del rapporto di lavoro».

Il report di Veneto lavoro mette in luce infatti come il lavoro somministrato, da un lato, risponda alle difficoltà di reperimento di manodopera qualificata e, dall’altro, rappresenti per le imprese un canale più duttile per gestire la forza lavoro rispetto ad altre tipologie contrattuali.

Come logico attendersi il 99% delle assunzioni è a tempo determinato, con durate effettive superiori ai due mesi e una media di due contratti l’anno per ciascun lavoratore, ma anche i rapporti stabili si rivelano in crescita. Nel corso degli anni è variato anche il peso delle assunzioni in somministrazione, che mediamente rappresentano il 22% del totale delle attivazioni con contratto di lavoro dipendente, passando da un minimo del 18% registrato nel 2013 a un massimo del 26% nel 2017.

Undicimila imprese

Sono circa 11mila ogni anno le imprese utilizzatrici di lavoratori in somministrazione, equamente distribuite nei settori dell’industria, prevalentemente metalmeccanica (18% del totale), e dei servizi, soprattutto alberghi, ristorazione, ingrosso e logistica, servizi di pulizia.

Una maggiore presenza femminile si riscontra nei servizi sanitari e sociali, nell’istruzione e nell’oreficeria, mentre i giovani sono più frequenti nell’occhialeria e nei servizi finanziari. Il report consente inoltre di analizzare il livello di concentrazione dei rapporti di lavoro all’interno delle agenzie di somministrazione. Ne emerge che su un totale di 117 agenzie attive in Veneto nel periodo considerato, 10 di esse concentrano ben il 75% del volume complessivo delle missioni, le prime 5 il 57%. Un effetto ancora più evidente se si osservano i contratti a tempo indeterminato, l’80% dei quali si concentra in sole 5 agenzie di somministrazione. —


 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi