«La sovranità nazionale? Si salva solo con l’Europa»

Cacciari a confronto con Martina, Cuperlo e Pellicani sul futuro dei Democratici «Ripartire da welfare e lavoro, ma gli staterelli da soli non possono fare nulla»



«Mi auguro che si esca dalle primarie con un gruppo dirigente più che un leader e con un segno di radicale discontinuità rispetto a quanto abbiamo alle spalle». È il messaggio lanciato ieri da Massimo Cacciari invitato assieme al candidato alla segreteria del Pd Maurizio Martina a discutere del futuro del partito e della sinistra a partire dall’analisi del libro di Gianni Cuperlo dal titolo “In viaggio. La sinistra verso nuove terre”. Un momento di confronto voluto da Nicola Pellicani, che ha riempito l’auditorium del Candiani. Le scadenze sono importanti: le primarie del 3 marzo e le europee di maggio. In mezzo la risalita. Cacciari ha definito quella che vive il partito una «tristissima stagione che va superata». «Il mondo dopo la fine della terza guerra mondiale condotta con mezzi pacifici è cambiato radicalmente e la sinistra in tutta Europa non è riuscita a interpretare i mutamenti oggettivi» ha esordito.


riforme

Fondamentale per il filosofo non tanto la ricerca disperata di un leader, ma di una classe dirigente, sola condizione per ricostruire la sinistra mettendo al centro lavoro e welfare. «Occorre un programma che dica con chiarezza che noi operiamo per la ricostruzione di un partito e non di una galassia. Serve una strategia fondata sulla ripresa di riforme istituzionali e amministrative finora mancata. Dobbiamo dire come difendere lo stato sociale e in che modo modificare il welfare in un quadro chiaro da collocare in ambito europeo. E’ una menzogna pensare che abbiamo da un lato l’Europa mercato unico e dall'altra le politiche sociali fatte a livello nazionale, nessuno staterello può fare da solo». La dimensione europea per Cacciari è l’unica possibile.

LO SLOGAN

Cacciari conia uno slogan per il 26 maggio: «I sovranisti siamo noi, l’Europa è in crisi da un secolo, o marciamo verso l’unione politica degli stati o la sovranità nazionale conterà meno di nulla. Gli Stati non scompaiono ma si ricostituiscono in un quadro più alto di sovranità politica europea, sono gli europeisti che salvano la sovranità nazionale, “i padroni a casa nostra” la affossano. Questa destra è incolta e ignorante, la difesa della sovranità nazionale vera dobbiamo farla noi contro colossali reazionarie mistificazioni che ci vengono da Salvini e da altri stati saltati nel carro». «Oggi la partita delle partite è quella europea» ha sottolineato Martina, «e non dobbiamo lasciare agli altri il tema del sovranismo. Discutiamo di sovranità, accettiamo la sfida ma attrezziamoci per andare a Mestre come a Catania a rispondere che la vera sovranità, unica possibile, sta solo dentro un nuovo progetto europeo». «Quelle di maggio saranno le elezioni più politiche di sempre e non ce la caveremo con la retorica», chiarisce Cuperlo. «Sarei ipocrita se non vi confessassi che questo è il passaggio più drammatico della nostra vita. Bisogna rimettere in campo la sinistra con coraggio, con radicalità e ambizione altrimenti il rischio è di essere ai margini di una stagione della storia, questo destino non lo meritiamo noi non lo merita la sinistra e non lo merita chi verrà dopo di noi». Cacciari ha affrontato il tema delle possibili future alleanze di Governo per il centrosinistra.

ALLEANZE

Per il professore Lega e 5 Stelle non sono la stessa cosa. «Cosa significa populisti? Con la Lega c’è contrapposizione, ma con i 5 Stelle non si può ragionare? Si deve discernere nei campi avversari, questo è fare politica». Di parere avverso è invece Martina: «I vertici 5 stelle sono un pezzo di quella politica illiberale pericolosa per il Paese che mira a far saltare la democrazia, non posso non vedere in tutti e due i partiti una matrice illiberale da sconfiggere». —



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