Gli italiani stringono la presa sulle Generali: i Benetton sono al 4 per cento

Continuano gli acquisti sulla grande compagnia italiana. Del Vecchio arrotonda, Caltagirone è oltre il muro del 5 per cento

TRIESTE.Generali è sempre più tricolore. Non stanno salendo solo Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, ma anche i Benetton. La notizia è di ieri, passata quasi inosservata.

La famiglia di Ponzano Veneto sarebbe oggi. tramite Edizione, oltre il 4% del capitale, dal precedente 3,04%. Per un investimento (anche se non si sa quando siano stati fatti gli acquisti) attorno ai 230 milioni di euro (23,6 miliardi è la capitalizzazione di mercato).

Contattata la holding veneta non ha commentato le indiscrezioni. Certo è che, se fosse confermata la quota, (e non è detto che si fermino, l’ipotesi iniziale, circolata la primavera scorsa, era di arrivare al 5%) il fronte italiano, compresa la quota di Mediobanca, arriverebbe a tenere il 28 per cento circa. Sempre ieri sono arrivate infatti le conferme di ulteriori acquisti nel capitale del Leone.

Il gruppo Caltagirone è salito al 5%, mentre Delfin si è portata al 4,8%. A riportare le nuove quote è il sito della stessa compagnia assicurativa, dopo le due operazioni con cui la holding di Francesco Gaetano Caltagirone, tramite Quarta Iberica ed Echetlo, ha raccolto rispettivamente per un volume aggregato di 500 mila titoli a 15,18 euro e 50 mila titoli a 15,15 euro. E dopo che la finanziaria di Leonardo Del Vecchio ha a sua volta acquistato 330 mila titoli a 15,18 euro, come illustrato dagli internal dealing pubblicato sul portale di Borsa Italiana.

I movimenti nell’azionariato del Leone di Trieste arrivano all’indomani della presentazione dei conti semestrali di piazzetta Cuccia. Parlando in conference call del progressivo aumento delle partecipazioni di Caltagirone e Del Vecchio, l’amministratore delegato Alberto Nagel aveva confermato ai cronisti che «la loro identità italiana non può che farmi piacere e il loro prestigio anche», pur sottolineando che si tratta di «decisioni singole e autonome» che l’istituto di credito milanese prende come «un dato di fatto».

Indicazioni importanti sono arrivate da Nagel anche riguardo al pacchetto del 3% della compagnia che la banca aveva in precedenza anticipato di voler mettere sul mercato.

«Da punto vista strategico l’interesse c’è sempre. L’effettuazione però non è legata a una data, ma a un evento, cioè a una operazione di m&a che richieda liberazione di capitale», ha spiegato il manager, che per quanto riguarda la governance della compagnia ha espresso l’auspicio di vedere un nuovo consiglio di amministrazione «in continuità» con quello il cui mandato scadrà in occasione dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio 2018, che si terrà il prossimo 7 maggio.—


 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi