Omicidio Isabella Noventa, processo d'appello nell'aula bunker di Mestre

Debora e Freddy Sorgato in aula

Un omicidio per il quale sono imputati il camionista-ballerino Freddy Sorgato di Noventa, la sorella Debora Sorgato di Camin  e la veneziana Manuela Cacco di Camponogara, rivale in amore della vittima

VENEZIA. Si e' aperto con la requisitoria del sostituto procuratore generale Giancarlo Buonocore il processo d'Assise d'appello che si svolge con la forma del rito abbreviato (a porte chiuse) nell'aula bunker di Mestre per l' omicidio dell'impiegata di Albignasego Isabella Noventa, scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 e mai più ritrovata.

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Il procuratore Buonocore ha concluso la requisitoria per l'omicidio di Isabella Noventa chiedendo la conferma delle condanne per tutti gli imputati: trent'anni per i fratelli Sorgato, 16 anni e 10 mesi per la complice Manuela Cacco.

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Un omicidio per il quale sono imputati il camionista-ballerino Freddy Sorgato di Noventa Padovana, la sorella Debora Sorgato di Camin (Padova) e la veneziana Manuela Cacco di Camponogara, rivale in amore della vittima.

Presidente della giuria è Alessandro Apostoli Cappello affiancato dalla collega Mariagrazia Balletti con sei giurati popolari, tre uomini e tre donne.

Tutti presenti gli imputati in aula. E per i familiari di Isabella ci sono il fratello Paolo Noventa e l'ex marito Piero Gasparini.

In primo grado il 22 giugno 2017 i fratelli Sorgato sono stati condannati a trent'anni di carcere per omicidio aggravato dalla premeditazione e per soppressione di cadavere; 16 anni e 10 mesi sono stati inflitti alla complice che, pur partecipando al delitto (l'esecutrice materiale sarebbe stata Debora) ha collaborato all'indagine svelando, almeno in parte, la sordida trama.

 

Quella sera del 15 gennaio Isabella aveva accettato un invito di Freddy.

I due erano andati a mangiare nella pizzeria "Est Est Est" al Lion di Albignasego. Poi il nulla: per un mese Freddy aveva rilasciato interviste alle tv, facendo "appelli" per il ritorno di Isabella: sosteneva di averla accompagnata in centro a Padova nella notte e di non averla più vista o sentita. Le telecamere del centro storico nella città del Santo avevano ripreso una donna a lei somigliante che indossava il suo piumino bianco. Una donna che vagava per le strade.

Solo una messinscena ordita dai fratelli Sorgato per depistare gli investigatori impegnati a cercare anche il corpo di Isabella nelle campagne e nel fiume Brenta dove ha perso la vita il poliziotto sommozzatore Rosario Sanaroco.

Un mese dopo la presunta scomparsa, il 16 febbraio 2016, i tre sono finiti in carcere. Con l'accusa di aver massacrato Isabella Noventa.

 

Il sostituto procuratore Buonocore sta smontando con grande pathos le difese dei tre imputati. In particolare quella di Freddy, insistendo sul ruolo dei due fratelli Sorgato e di Cacco come ideatore e autori di un piano omicida premeditato e tutt'altro che casuale.

Secondo la pubblica accusa, tutte le azioni di Freddy, che dopo l'arresto aveva confessato la morte di Isabella quale conseguenza di un gioco erotico, sarebbero state calcolate e pianificate con cura dopo l'omicidio.

Dunque nessun gioco erotico finito male, nessun omicidio colposo come sostengono i difensori. Una persona sotto choc, ha rilevato ancora il sostituto procuratore Buonocore, di fronte a un evento simile avrebbe compiuto azioni più sconsiderate. E non avrebbe avuto la freddezza di infilare un corpo dentro un sacco di plastica, legarlo a una pietra, gettarlo nel Brenta utilizzando una macchina diversa da quella consueta.

 

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