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Prosecco, guerra al glifosato A Verona cresce il biologico

i L CASOLEGNARO (PADOVA)L’ avanzata dei vini bianchi in Veneto è da tempo una costante, ma a suonare la carica è il Prosecco, per il quale si prospetta un’annata record, anche sulla spinta dei nuovi...

i L CASO

LEGNARO (PADOVA)

L’ avanzata dei vini bianchi in Veneto è da tempo una costante, ma a suonare la carica è il Prosecco, per il quale si prospetta un’annata record, anche sulla spinta dei nuovi vigneti di uva Glera piantati negli anni scorsi che ora entrano in produzione. E proprio per la Glera è atteso un aumento di produzione di circa il 19 per cento.

Quanto al Prosecco Doc il 2018 dovrebbe essere l’anno in cui si sfonderà la quota del mezzo miliardo di bottiglie immesse sul mercato, ...

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LEGNARO (PADOVA)

L’ avanzata dei vini bianchi in Veneto è da tempo una costante, ma a suonare la carica è il Prosecco, per il quale si prospetta un’annata record, anche sulla spinta dei nuovi vigneti di uva Glera piantati negli anni scorsi che ora entrano in produzione. E proprio per la Glera è atteso un aumento di produzione di circa il 19 per cento.

Quanto al Prosecco Doc il 2018 dovrebbe essere l’anno in cui si sfonderà la quota del mezzo miliardo di bottiglie immesse sul mercato, con un vino di qualità, viste le buone condizioni sanitarie in cui si presenta l’uva. Quest’anno inoltre si è imposta un’altra parola d’ordine, a partire proprio da varietà molto diffuse come la Glera: sostenibilità ambientale. Ecco allora la progressiva sostituzione del glifosato, il discusso erbicida, con altri trattamenti meno impattanti e l’introduzione di nuove tecniche colturali più attente all’ambiente e alle conseguenze sulle falde acquifere.

«Andiamo verso una gestione più prettamente agronomica del suolo» aggiunge Nicola Belfiore del Crea «quale sostituto naturale degli attuali erbicidi e l’uso razionale e minimale degli anticrittogamici. Anche i vecchi vigneti vengono progressivamente trasformati per consentire l’uso di macchine sempre più evolute. Impianti di irrigazione a bassa erogazione permettono la tutela della risorsa idrica. Il passaggio graduale, che presenta ancora delle difficoltà, all’agricoltura biologica, è un altro segnale in questa direzione».

Verona è la provincia più orientata in questa direzione con quasi il 15 per cento di aziende vinicole che biologiche, grazie alla maggiore sensibilità da parte dei viticoltori delle aree collinari.

A Treviso il biologico pesa invece per il 5-7%, con un leggero incremento visto anche il crescente interesse da parte dei mercati. Aumenti del numero di aziende bio anche a Padova, dove i vigneti bio coprono circa 400 ettari. —

Nicola Stievano

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