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Rivolta fiscale venetista in 32 verso il processo

Udienza preliminare a Vicenza: anche l’ipotesi di associazione a delinquere  Corteo lungo le strade della città e presidio in tribunale: «Accuse politiche»

VICENZA. Mentre nell’aula al secondo piano del tribunale di Vicenza si celebrava l’udienza sul tracollo di Bpvi e dei risparmi dei cittadini, in quella interrata si affrontava un’altra vicenda legata ai soldi del territorio: le tasse che un gruppo di venetisti ha rifiutato di pagare. Si è aperta ieri, davanti al gup Roberto Venditti, l’udienza preliminare a carico di 32 persone accusate a vario titolo di aver fomentato la rivolta fiscale contro lo Stato italiano nel corso del 2016. I “duri e ...

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VICENZA. Mentre nell’aula al secondo piano del tribunale di Vicenza si celebrava l’udienza sul tracollo di Bpvi e dei risparmi dei cittadini, in quella interrata si affrontava un’altra vicenda legata ai soldi del territorio: le tasse che un gruppo di venetisti ha rifiutato di pagare. Si è aperta ieri, davanti al gup Roberto Venditti, l’udienza preliminare a carico di 32 persone accusate a vario titolo di aver fomentato la rivolta fiscale contro lo Stato italiano nel corso del 2016. I “duri e puri” della sovranità veneta - quelli a cui sentir parlare di autonomia viene l’orticaria e che guardano con nostalgia al modello della Serenissima - sono arrivati a Palazzo di Giustizia dopo un piccolo corteo lungo le strade della città, scortati da un cospicuo spiegamento di forze dell’ordine. E un piccolo corteo c’è stato anche al termine dell’udienza.

Le accuse. Secondo le contestazioni formulate dal capo della Procura berica Antonino Cappelleri, i venetisti avrebbero istigato i contribuenti a non versare le imposte dovute allo Stato e avrebbero inoltre opposto resistenza ai finanzieri impegnati nelle attività di controllo; alcuni degli imputati devono inoltre rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata appunto alla rivolta fiscale. Nel mirino della Procura sono finiti sia i messaggi postati sui social (in particolare sulle pagine web riconducibili al “Comitato di liberazione nazionale del Veneto”), sia le riunioni organizzate in tutto il territorio regionale: molte nel Vicentino, altre a Pieve di Soligo, a Mira, a Brugnera e a Gaiarine, a Castelfranco Veneto, a Oderzo e a Vittorio Veneto.

Gli imputati. Tra le persone indagate ci sono i padovani Matteo Ceola di Brugine ed Elisa Lazzarin di Pontelongo; i trevigiani Teresina Zorzi di Asolo e Luigi Iarriccio di Castelcucco. Tutti gli altri risiedono nel Vicentino o nel Veronese. Come la pasionaria Patrizia Bedii, 55 anni, accento spiccatamente toscano e incrollabile fede venetista, alle prese anche col processo di Rovigo per la costruzione del tanko.

«Processo politico». «Questo non è un processo giudiziario, ma prettamente politico», ha sostenuto Bedii all’uscita dall’aula, «L’obiettivo è di fermare la volontà del popolo veneto di ottenere la sovranità. Eppure le leggi parlano chiaro: il decreto legislativo del dicembre 2010 abroga in via definitiva il regio decreto che prevedeva le terre venete come parte integrante del Regno d’Italia. Quindi l’Italia è in difetto di giurisdizione e il giudice italiano non è competente a decidere». E all’autonomia su cui sta lavorando il governo veneto di Luca Zaia, i venetisti non credono affatto: «Autonomia vuol dire restare colonia dello Stato italiano», liquida Bedii citando per contrapposizione i fasti della Serenissima, quando nessun Doge ha mai abdicato.

Tre abbreviati. Animi infuocati, slogan e bandiere col Leone di San Marco sulle spalle: così i venetisti per le strade di Vicenza, davanti al tribunale e fuori dall’aula. Dentro, invece, nessuna insubordinazione e massima compostezza. Uno dei loro legali, l’avvocato Stefano Marchersini insieme alla collega Paola Ziviani, ha chiesto (e ottenuto) il rito abbreviato per tre imputati, quelli con le posizioni più defilate (tra cui Lazzarin e Iarriccio). Per gli altri - in caso di rinvio a giudizio - la battaglia si combatterà invece a dibattimento.

Finanzieri parte civile. Ieri in udienza c’è stata anche la costituzione delle parti civili: un ufficiale giudiziario e due finanzieri rappresentati dall’avvocato Michele Vettore. Udienza aggiornata al 5 luglio quando si entrerà nel vivo delle contestazioni.