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Valori, luoghi, persone: quattro giornali, un futuro

I quarant'anni del “mattino” e della “tribuna”. E ora una nuova sfida, quella delle comunità dei lettori

PADOVA. Valori, luoghi e persone: tre pilastri sui quali è stata costruita la storia degli ultimi 40 anni e sui quali poggiano i progetti per il futuro.

Riparte dal luogo simbolo della produzione, il centro stampa padovano di viale della Navigazione Interna, la sfida editoriale de il mattino di Padova, la tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre e del Corriere delle Alpi. «Una sfida che non è solo la vostra, ma è quella di un intero gruppo editoriale».

A lanciarla, in occasione della c ...

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PADOVA. Valori, luoghi e persone: tre pilastri sui quali è stata costruita la storia degli ultimi 40 anni e sui quali poggiano i progetti per il futuro.

Riparte dal luogo simbolo della produzione, il centro stampa padovano di viale della Navigazione Interna, la sfida editoriale de il mattino di Padova, la tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre e del Corriere delle Alpi. «Una sfida che non è solo la vostra, ma è quella di un intero gruppo editoriale».

A lanciarla, in occasione della cerimonia per i 40 anni de il mattino di Padova e la tribuna di Treviso, il direttore editoriale di Gedi News Network (Gnn) e direttore de La Stampa Maurizio Molinari arrivato a Padova insieme ai nuovi vertici del gruppo editoriale nato dalla fusione tra Finegil (quotidiani locali del gruppo l’Espresso) e Itedi (editore de La Stampa e il Secolo XIX).

Il Mattino di Padova compie 40 anni: ecco i fatti del 1978

«Il percorso che abbiamo iniziato a fare insieme è qualcosa di mai tentato nel panorama editoriale italiano. Quindici quotidiani a formare un’unica redazione: a valle prodotti diversi a monte un cuore e valori unici» ha aggiunto Molinari.

Riuniti al centro stampa i giornalisti, tipografi e amministratori che nel 1978 hanno dato vita a mattino e tribuna, gli attuali cronisti dei quattro quotidiani veneti e tutti i dipendenti della divisione insieme a vecchi e nuovi collaboratori della concessionaria pubblicitaria Manzoni.

«Una comunità di lavoro fatta di tante competenze diverse, dove l’apporto di ciascuno è stato ed è determinate per il risultato finale» ha sottolineato il direttore dei quattro quotidiani veneti, Paolo Possamai.

«Nel corso di questi ultimi 40 anni non siamo stati alla finestra. Grazie all’indipendenza e alla libertà che l’editore ci ha sempre garantito, questa comunità di lavoro è stata uno dei fattori di cambiamento della società che ha raccontato e interpretato. Siamo, quindi, depositari di una storia importante, ma qui dentro c’è anche un grande futuro».

Possamai: "Non siamo quattro giornali, ma uno solo: la nostra forza"


E così le storie de il mattino e la tribuna , gli aneddoti e i volti dei fondatori, sono diventati la tela sulla quale disegnare il futuro del gruppo. «Quella di mettere a fattore comune tutti i contributi e le competenze dei 15 quotidiani che hanno dato vita a Gedi News Network è un’operazione sostanziale e non formale» ha puntualizzato Luigi Vanetti, presidente di Gnn.

«Un progetto per noi e per il futuro del settore» gli ha fatto eco Molinari «che vuole creare un network dell’informazione (capace di portare ogni giorno in edicola 15 quotidiani per un totale di 380 mila copie, ndr) in grado di creare nuovi posti di lavoro. E l’elemento chiave per il successo di questo progetto è la partecipazione di tutti noi, nessuno escluso».

Vanetti: Gedi News Network ha una testa unica con 15 declinazioni



Sotto lo sguardo severo della rotativa Cerutti – dove ogni sera l’informazione diventa sostanza – il presente si declina in un rapporto più stretto con le comunità di riferimento, nella possibilità di raggiungere i lettori attraverso mezzi di comunicazione differenti – «rotativa e videocamera a 360 gradi non sono rispettivamente il passato e il futuro, ma entrambe il presente della nostra professione» ha puntualizzato il condirettore dei quotidiani veneti, Paolo Cagnan–, nella proposta di eventi e approfondimenti.

«Un cambio di prospettiva» è stata la riflessione di Marco Moroni, direttore generale di Gnn «che sta nell’aver pensato e realizzato l’integrazione tra Finegil e Itedi. Un’operazione che è figlia della fiducia che il gruppo ha nei giornali e nel futuro dell’editoria. L’informazione professionalmente prodotta, ne siamo convinti, è un valore».

Uno dei tasselli operativi è il progetto di membership (inaugurato con “Noi mattino di Padova” per poi essere esteso agli altri tre quotidiani) che garantisce articoli e approfondimenti riservati ai lettori che aderiscono alla comunità (attraverso la registrazione tramite il sito internet del quotidiano) e una newsletter dedicata con la sintesi dei fatti più importanti della giornata.

«Ripartiamo da qui, da una storia di frontiera che oggi si deve misurare con l’indifferenza e la banalizzazione dell’informazione» ha sintetizzato Fabiano Begal, consigliere preposto alla divisione Nord-Est di Gnn.

Begal: i nostri giornali lottano contro l'indifferenza e la banalizzazione

«Abbiamo attraversato gli ultimi sette anni affrontando una crisi del settore senza precedenti e ora possiamo dire che, grazie all’appartenenza a un gruppo solido, ne siamo usciti più forti di prima. Ripartiamo da qui, mettendo al centro i nostri punti di forza: le persone che compongono la nostra comunità e quelle a cui parliamo ogni giorno».

Insieme al progetto di comunità dei lettori è in arrivo, ha annunciato il vice direttore editoriale Andrea Filippi, una riforma grafica per tutti i quotidiani del gruppo. «Dal giornale in edicola il 28 giugno prossimo, il rapporto sinergico con La Stampa diventerà ancora più forte. Sarà una riforma sostanziale ma che non romperà con la tradizione dell’informazione locale. Da un mese a Torino è stata costituita l’unità glocal che permette lo scambio di idee e di contenuti tra tutti i giornali del gruppo. La nuova veste grafica permetterà un dialogo ancora più intenso».

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