«Nell’industria l’obiettivo è zero decessi»

Rota, segretario regionale della Cisl: «Il 40% sono lavoratori autonomi, serve maggiore sicurezza»

VENEZIA. «Nella media e grande industria possiamo puntare a “zero morti bianche”». Onofrio Rota è il segretario regionale uscente della Cisl del Veneto. Nelle prossime settimane lascerà la carica per diventare il nuovo segretario generale della Fai nazionale (sigla del settore agroalimentare).

Segretario Rota, ritiene l’obiettivo “zero morti bianche” raggiungibile in alcune realtà?


«Nella media e grande industria è possibile. Le rilevazioni sugli infortuni nel lavoro che ci arrivano da tutti gli Osservatori pubblici e privati (Inail, Spisal, ecc.) che operano su dati ufficiali ci confermano che l’azione di sensibilizzazione, informazione e prevenzione sviluppata sia dal sindacato che dalle imprese e dagli enti pubblici preposti sta dando i suoi frutti. Frutti che al momento sono circoscritti alla sicurezza nelle imprese, specie medie e grandi. In questi ambienti di lavoro possiamo, con un ulteriore sforzo comune, puntare all’obiettivo “zero morti bianche”, dove lo zero è un valore simbolico e non puramente numerico».

Rimangono ancora inaccettabili i numeri delle morti nei cantieri e nelle manutenzioni industriali. Cosa si deve fare?

«Rimane irrisolto, e qui i numeri rimangono drammatici, delle morti sul lavoro nelle piccole imprese che operano in settori già di per sé pericolosi per l’incolumità fisica, come è il caso dei cantieri, delle manutenzioni di impianti e macchinari. Qui si dovrebbero osservare scrupolosamente le regole di sicurezza perché poi il prezzo pagato è altissimo».

In Veneto intanto proseguono le morti nei terreni agricoli e nella piccole realtà artigianali.

«Il 40% dei morti sul lavoro è costituito da autonomi; possiamo anche dire che siamo di fronte ad una strage di coltivatori diretti, dove i morti, in proporzione, sono tantissimi. Non spetta a noi la tutela di queste persone ma non possiamo esserne indifferenti. Spesso sono i nostri padri o nonni, oppure nostri famigliari perché in Veneto le famiglie sono composte da lavoratori dipendenti e anche autonomi. Per questo diciamo che nella sicurezza nel lavoro serve un’azione circolare, che entra nelle famiglie e in tutti i luoghi dove si lavora. Le nostre campagne come i cantieri non possono essere il Vietnam del lavoro».

Nicola Brillo

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