Veneto, è morto Pietro Marzotto

Pietro Marzotto

Aveva 80 anni. Fu a capo per 30 anni dell'omonimo gruppo tessile e vicepresidente di Confindustria

VENEZIA. E' morto all'età di 80 anni il conte Pietro Marzotto, a capo per trent'anni dell'omonimo gruppo tessile di Valdagno, ex vicepresidente di Confindustria. Si è spento all'ospedale di Portogruaro, dove era ricoverato da qualche giorno per complicazioni cardiache e polmonari. 

Pietro, il più giovane dei figli di Gaetano junior, aveva preso in mano la Marzotto il 1° gennaio 1968 e l'aveva tenuta per trent’anni, portandola a diventare una multinazionale.

Nel 2011, dopo aver ceduto la partecipazione nella storica azienda di famiglia, l'imprenditore valdagnese ha rilevato i due terzi del capitale di Peck, il tempio della gastronomia milanese che ha interamente rilevato pochi anni dopo: «Ho sempre avuto una passione per l'alimentazione e per il buon cibo» ha dichiarato.

Pietro Marzotto in un incontro pubblico a Valdagno

LA BIOGRAFIA. Pietro Marzotto si laurea in giurisprudenza a Milano, svolgendo nello stesso tempo un periodo di apprendistato come semplice operaio negli stabilimenti di Mortara e Valdagno. Nel 1971 direttore delle attività tessili; l'anno dopo ne è l'amministratore delegato, nel 1980 diventa vicepresidente esecutivo. Nel 1982 ne assume la presidenza. 

Alla fine degli anni Ottanta i dipendenti del gruppo Marzotto sono 11 mila. Nel 1991 la Marzotto entra nella confezione acquisendo la tedesca Hugo Boss. E' del 2002 l'acquisizione della maison Valentino

Nel 2004 cede le sue quote, pur essendo l'azionista di maggioranza relativa, e si dimette dalla carica di presidente esecutivo. Dirà qualche anno più tardi: "Mi cacciarono". E si ritira a Valle Zignago nella laguna di Caorle.

Pietro Marzotto: «Berlusconi va cacciato. E diamo fiducia a Renzi»

Nel gennaio 2014 Pietro Marzotto ha dichiarato di autosospendersi dall'Ordine dei Cavalieri del Lavoro, in segno di protesta per la mancata revoca del cavalierato a Silvio Berlusconi per indegnità dopo la condanna per frode fiscale. 

IL CORDOGLIO DI ZAIA. “Salutiamo un uomo dal carattere forte e un imprenditore che per decenni è stato interprete di una realtà produttiva ed economica che ha fatto storia nel Veneto e in Italia”. Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ricorda il conte Pietro Marzotto. “Ho sempre pensato – prosegue il Governatore veneto – che Marzotto fosse una persona schietta. Sin da giovane, quando decise di entrare in quella fabbrica di cui era proprietaria la sua famiglia, da operaio, da apprendista, quasi a voler toccare con mano le basi sulle quali poggiava uno dei più grandi gruppi tessili italiani. Un modo concreto, il suo, ma anche lungimirante e moderno, di affrontare il lavoro e l’impresa, che lo ha portato a essere per trent’anni alla guida dell’industria di Valdagno, fino a trasformarla in una multinazionale. Lo stesso atteggiamento che lo ha indotto solo pochi anni fa a intraprendere una nuova avventura nel settore dell’alimentazione, cedendo la sua partecipazione nella storica azienda di famiglia. Se ne va un veneto autentico, che ha amato questa terra e che qui ha voluto vivere fino alla fine – conclude il presidente –. Alla sua famiglia giungano le mie personali condoglianze e quelle dell’intera Regione del Veneto”.

CONFINDUSTRIA. «Con Pietro Marzotto se ne va un uomo che ha lasciato un segno molto importante nella storia industriale vicentina e nazionale, in particolare dagli anni Settanta agli anni Novanta del secolo scorso». Lo dice il Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi. «Assunse ruoli di vertice in azienda fin dai primi anni Settanta - ricorda - in un periodo storico estremamente delicato per le imprese e per l'Italia, con le tensioni sociali che ancora sentivano gli echi del '68 e avevano vissuto proprio a Valdagno e alla Marzotto uno degli episodi di protesta più eclatanti verificatisi in quegli anni nel Paese». Marzotto seppe tenere «il timone fermo in quel frangente e poi ancora per molti anni, diventando il protagonista di una lunga stagione di sviluppo e di successo dell'azienda in tutto il mondo». Per Confindustria «non è stato soltanto un grande imprenditore. È stato anche un prezioso presidente per l'Associazione. La guidò per quattro anni, dal 1983 al 1987, proseguendo il lavoro di rinnovamento avviato dal suo predecessore, Giancarlo Ferretto, facendole acquisire autorevolezza a livello nazionale, portandola a essere sempre più parte attiva tra le forze sociali della provincia e a crescere nella capacità di essere a servizio delle imprese, in un periodo storico cruciale, che vide le imprese vicentine accrescere sempre più la propria presenza sui mercati mondiali». Marzotto proseguì poi il suo impegno in Confindustria diventando anche vicepresidente nazionale. «Si era da tempo ritirato dalla vita economica e sociale vicentina - conclude Vescovi - ma la sua impronta di uomo di impresa e di grande visione rimarrà a lungo come riferimento importante per tutti noi».

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