Young Digitals: così a 30 anni conquistano Tom Cruise e Mister Tod’s

Il caso Young Digitals a Padova: talenti da Cina, Russia e New York per gestire le attività social dei grandi gruppi e comunicare il made in Italy a tutto il mondo

PADOVA. Sono giovani, sono digitali: sono gli Young Digitals e vendono intelligenza creativa. Tra le vecchie mura ristrutturate della padovana Fornace Morandi che affonda le sue radici nell’Ottocento industriale, si progetta il futuro della comunicazione. Michele Polico aveva solo 24 anni quando nel 2010 decise di fondare un’agenzia specializzata nella comunicazione del made in Italy a livello globale. Ha iniziato partendo da un «semplice», a suo modo di vedere, corso di formazione.

«Le aziende non comprendevano la potenza dei social, non sapevano cosa fare, come muoversi» spiega oggi. «Così abbiamo avviato il nostro modello di business, dove i giovani spiegavano ai meno giovani». Venti corsi, sei città e i primi contatti con le aziende-clienti.


Nel 2013, quando Michele apre l’ufficio alla Fornace, gli Young digitals sono sei. Oggi, tra i vecchi laterizi e le nuove facciate a vetro continuo, i dipendenti sono 50, età media 30 anni. La Srl è divenuta tre anni fa una Spa, Michele è diventato unico azionista, dopo aver rilevato le quote di minoranza di altri due soci entrati in società nel 2011. Il fatturato vale tre milioni di euro.



La svolta data 2013, nello stesso anno in cui perfino Tom Cruise diventa un follower dell’azienda sui social perché sono loro, i giovani digitali padovani, a dettare le regole della comunicazione. L’aggancio con l’Università di Beirut fa il resto. Arriva a Padova, in quell’anno, la prima dipendente “straniera”. Il colloquio avviene via Skype e nel team digitale entra una ragazza cinese. Da Shangai a Padova in una settimana, con contratto fisso. È la prima di una serie di attrazioni magnetiche che gli Young Digitals possono dirsi fieri di aver generato.

Oggi la società conta almeno tre dipendenti su 10 stranieri. Sono soprattutto asiatici per la penetrazione nei social cinesi, ben più complessa di Facebook. Ma anche da New York, Ucraina e Russia. Come avete fatto ad attrarli a Padova? «Non abbiamo convinto nessuno: loro sono contenti della qualità della vita italiana e di lavorare qui» dice Polico. Sembra semplice ma non lo è, anche se la risposta vera può essere trovata nel fatto che, fin dal 2010, l’azienda ha voluto assumere un responsabile delle risorse umane. Oggi sono due gli HR e Young Digitals ha adottato una serie di politiche vere, per bilanciare lavoro e vita come l’orario flessibile, lo smart working e pure il welfare aziendale: «Al primo posto c’è il benessere della persona» dice Michele. E basta guardarsi attorno per capirlo: verde, ambienti caldi, spazio cucina e relax.

Quanto al business, all’inizio non è stato subito il made in Italy il target. Young Digitals vanta a portafoglio lavori per grandi multinazionali come Coca Cola, Volkswagen, Adidas e Carlsberg. Ma ora il business vive dell’alto di gamma. Tutti brand italiani che devono affermare la propria eccellenza con la giusta comunicazione globale: sono Fay e Tod’s, De Rigo, Safilo, Police, Stroili, Roberto Coin, Bulgari, Matilde Vicenzi, Luxardo, Santa Margherita Vini, Arper ma c’è anche Crédit Agricole. I clienti ora a portafoglio sono 40.

«Siamo un’agenzia di comunicazione omnichannel dove la differenza la fanno la qualità e la capacità di analizzare i dati dai social» spiega il titolare. «I social sono il primo canale di comunicazione delle aziende, ma è sbagliato pensare che si ha successo solo grazie ai “Like” ricevuti: servono strategie, profilazione, target, più qualità che quantità». Gli Young Digitals fanno però anche comunicazione “vecchio stile”: su carta e storici canali come la radio. Perché nulla scompare, tutto si rinventa.

L’obiettivo della Spa è ora raddoppiare il fatturato, spingere sulla managerializzazione “senior” dell’azienda e aprire nuove sedi all’estero. Dove? Il mercato più interessante è il Giappone ma la cara e vecchia Europa resta centrale. Chissà se il prossimo step sarà all’ombra del Tower Bridge.
 

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