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Stangata della Corte dei Conti condanne per 19 milioni di euro

Sono i soldi che torneranno alle casse degli enti pubblici danneggiati dai dipendenti infedeli Ben 15 milioni arrivano dalle sentenze sul Mose. E oggi c’è l’inaugurazione dell’anno giudiziario

VENEZIA. Oltre 19 milioni di euro alle casse pubbliche. È la somma legata alle condanne per danni erariali che la Corte dei Conti del Veneto ha pronunciato nel corso del 2017. Un balzo in avanti rispetto al 2016.

Si tratta dell’effetto Mose: ben 15 milioni, infatti, euro sono stati complesivamente chiesti per i fatti di corruzione legati alle paratie mobili. Tra le sentenze quella a carico dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, dell’ex assessore Renato Chisso.

I soldi realmente recu ...

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VENEZIA. Oltre 19 milioni di euro alle casse pubbliche. È la somma legata alle condanne per danni erariali che la Corte dei Conti del Veneto ha pronunciato nel corso del 2017. Un balzo in avanti rispetto al 2016.

Si tratta dell’effetto Mose: ben 15 milioni, infatti, euro sono stati complesivamente chiesti per i fatti di corruzione legati alle paratie mobili. Tra le sentenze quella a carico dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, dell’ex assessore Renato Chisso.

I soldi realmente recuperati ammontano a 2,651 milioni di euro. Di questi, quasi 2 milioni derivano dalle riparazioni spontanee; 281 mila euro dal rito abbreviato (introdotto dal nuovo codice di giustizia contabile, applicato finora al 7% dei giudizi aperti), 53 mila euro dal procedimento monitorio (con cui è stato definito il 34% dei giudizi instaurati) e, infine, 427 mila euro da sentenze definitive in primo e secondo grado.

Sono i dati della magistratura contabile veneta che oggi saranno illustrati nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dal presidente Guido Carlino e dal procuratore capo Paolo Evangelista. Svariati i campi in cui la Corte dei Conti di Venezia è intervenuta. Tra questi: le indebite percezioni di emolumenti e rimborsi spesa. È il caso della sentenza con cui è stato condannato un assessore del Comune di Meolo, al tempo stesso consigliere provinciale, per aver ottenuto rimborsi spese per viaggi da e per il comune di residenza.

Un altro tasto battuto dalla magistratura contabile è stato quello dell’esercizio di attività medica da parte di professionisti non autorizzati. È il caso del ginecologo che ha lavorato per l’Usl di Bassano del Grappa per 18 anni senza laurea e certificazioni. Per questo caso, la Procura ha quantificato il danno erariale in 1,5 milioni di euro. Contestata anche la violazione del dovere di esclusività dei dipendenti pubblici. Uno di questi giudizi (conclusosi con 18 mila euro nelle casse dell’Usl di Cittadella), ha riguardato l’attività lavorativa di un dipendente presso una struttura sanitaria privata. La Procura ha fatto luce anche sui mancati introiti degli autovelox padovani. Si tratta di un danno erariale quantificato in 3,8 milioni di euro che sarebbero dovuti entrare nelle casse del Comune per violazione del codice della strada. Nel caso specifico, secondo la Procura l’illecito sarebbe stato giustificato «da valutazioni e opportunità estranee al corretto agire amministrativo».

I danni erariali nel settore socio-assistenziale nel 2017 sono pari a 7 milioni di euro. Si tratta di quei casi in cui soggetti privati non avrebbero utilizzato fondi pubblici per gli scopi prefissati. Non potevano mancare nell’elenco gli appalti pubblici. È quanto successo in un Comune della provincia di Treviso, in cui, per eludere la procedura di gara, è stato frazionato il progetto di una scuola per rimanere sotto i 40 mila euro. In questo caso, il danno erariale è stato quantificato in 82 mila euro.

Un’attività solerte, quella della Corte dei Conti veneziana, svolta nonostante l’organico carente. Su 9 magistrati previsti, la sezione veneziana ne conta infatti appena 5 (compreso il presidente). Manca quasi metà del personale. Numeri bassi, ma tempi comunque celeri: i giudizi di responsabilità amministrativa vengono infatti discussi entro 6 mesi. Stessi tempi anche per i giudizi sulle pensioni, altra competenza della Corte dei Conti. Nei giudizi di conto, invece, i magistrati veneziani annaspano di fronte alle 5 mila richieste ogni anno.

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