Un’Epifania contro i Pfas e la violazione del suolo

VICENZA. Quasi 250 persone hanno partecipato ieri all’Epifania della Terra tenutasi nel pomeriggio a Vicenza, nel cantiere della Spv in località Tezzon a Castelgomberto, nella Valle dell’Agno. L’inizi...

VICENZA. Quasi 250 persone hanno partecipato ieri all’Epifania della Terra tenutasi nel pomeriggio a Vicenza, nel cantiere della Spv in località Tezzon a Castelgomberto, nella Valle dell’Agno. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, è stata organizzata tra gli altri dai Beati Costruttori di Pace di don Albino Bizzotto e aveva come obiettivo una riflessione sulla necessità di tutelare il territorio anche a fronte del recente inquinamento da Pfas e delle nuove infrastrutture in costruzione come la Pedemontana veneta.

Spiccava, tra i presenti, il gruppo di “Mamme no Pfas” di Lonigo e Sarego, vicino all’altare; hanno concelebrato don Albino Bizzotto e don Matteo Santini, parroco di Ponte dei Nori e padre Antonio Santin. «Abbiamo scelto questo luogo, perché è una realtà devastata», hanno detto i sacerdoti, «Partiamo dall’acqua inquinata dai Pfas e dal territorio ferito e avvelenato non per esaurire il nostro impegno e la nostra attività sull’acqua e sulla strada Pedemontana veneta, quanto per prendere coscienza dell’urgenza del nostro impegno condiviso per il futuro dei nostri bambini».

All’iniziativa hanno partecipato svariati altri gruppi impegnati in prima fila nella tutela del territorio, tra cui Covepa, Codacons, Ecoistituto Veneto. «È il quinto appuntamento nel luogo dove la terra si è liquefatta travolgendo il torrente Poscola nel tunnel della Pedemontana Veneta», hanno spiegato i partecipanti illustrando gli obiettivi dell’appuntamento, «Abbiamo voluto unire uomini e donne di buona volontà di qualunque schieramento, contro la violenza perpetrata alla Terra con la Pedemontana Veneta, con il Tav, con il consumo di suolo, con lo spreco di risorse pubbliche, mettendoci insieme per riflettere e condividere anche i temi dell’inquinamento della terra veneta e della mortificazione dei corsi d’acqua con particolare attenzione a quello dell’inquinamento da Pfas nella falda e nell’acqua del Veneto occidentale». La scelta del luogo non è causale: essa, spiegano ancora gli organizzatori, vuole rappresentare questa unione ideali tra due tematiche assunte a simbolo: la superstrada pedemontana veneta e l’acqua inquinata dai Pfas. Vorremmo tenere uniti uomini e donne inquinate dai perfluorati con gli uomini e le donne a cui è stata sottratta la terra non per il bene comune, ma per la ricchezza di pochi».

Il luogo dell’incontro è stato scelto in quanto «simbolo di questo proposta. L’area delle risorgive del torrente Poscola lega il sito della Miteni responsabile principale della produzione dei perfluorati alchilici, che sono la fonte principale dell’inquinamento che colpisce l’acqua e le persone che l’hanno bevuta», hanno spiegato i partecipanti. Quindi, obiettivo dell’iniziativa è stato il confronto: «La Pedemontana Veneta e l’inquinamento causato dai Pfas rappresentano una visione globale del mondo che simboleggia la vicenda del nostro pianeta. È giusto perciò che uomini e donne coinvolte in queste vicende, ma anche in tutte le altre che nel Veneto sono pietra di scandalo, si possano incontrare per confrontarsi».

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