«Caso Pfas, plasmaferesi non concordata»

VENEZIA. «La plasmaferesi è una terapia fortemente invasiva e la Regione Veneto prima di sottoporre le persone a questo trattamento per agire contro gli agenti inquinanti chimici Pfas e Pfoa trovati...

VENEZIA. «La plasmaferesi è una terapia fortemente invasiva e la Regione Veneto prima di sottoporre le persone a questo trattamento per agire contro gli agenti inquinanti chimici Pfas e Pfoa trovati nel sangue dei cittadini, avrebbe dovuto procedere ad una preventiva sperimentazione, in particolare nei confronti dei bambini e degli adolescenti, maggiormente esposti a possibili conseguenze dannose per la salute». Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin rispondendo all’interrogazione durante il question time. Lorenzin ha aggiunto che «non risultano evidenze scientifiche né specifiche raccomandazioni sulla possibilità di rimuovere Pfas e Pfoa attraverso l’uso della plasmaferesi. Anzi, le più recenti linee guida non includono questi contaminanti tra gli agenti inquinanti che possono essere rimossi con questa tecnica. Il ricorso alla plasmaferesi è fortemente sconsigliato proprio in quelle situazioni in cui si registra una specifica tipologia di inquinamento ambientale».

La Regione replica che «il Ministero e l’Istituto Superiore di sanità sono stati informati dal 4 luglio, senza comunicare contrarietà». La Direzione Regionale Sanità del Veneto precisa che «la possibilità di utilizzare la plasmaferesi per la disintossicazione del sangue dalla presenza di Pfas, offrendo tale terapia ai cittadini, è stata comunicata preventivamente al Ministero della Salute con lettera a firma del Direttore Generale Domenico Mantoan in data 4 luglio 2017, con allegate le delibere nr. 851/2017 e 854/2017. Nessuno, fino a oggi, ha segnalato alcuna controindicazione né la necessità di una sperimentazione preventiva».

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