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Senza vaccino, niente asilo. E il Tar: esclusione giusta

Villa Estense, torto alla famiglia “no vax” che pretendeva l’iscrizione per la figlia «Si rispetti la legge». La replica: «Per la nostra bambina non vogliamo rischi»

VILLA ESTENSE. La famiglia non vuole vaccinare la bambina, l’asilo non accetta l’iscrizione e nasce un contezioso legale che finisce al Tar del Veneto. Che, nella camera di consiglio dello scorso 8 novembre, ha confermato la giusta condotta di scuola e Comune: senza vaccinazioni, la bambina non può entrare in asilo. La prima ordinanza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto sulla questione vaccini arriva per un braccio di ferro nato tra una famiglia dell’Estense e, dall’altra pa ...

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VILLA ESTENSE. La famiglia non vuole vaccinare la bambina, l’asilo non accetta l’iscrizione e nasce un contezioso legale che finisce al Tar del Veneto. Che, nella camera di consiglio dello scorso 8 novembre, ha confermato la giusta condotta di scuola e Comune: senza vaccinazioni, la bambina non può entrare in asilo. La prima ordinanza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto sulla questione vaccini arriva per un braccio di ferro nato tra una famiglia dell’Estense e, dall’altra parte, l’asilo nido integrato Arcobaleno di Villa Estense e il Comune che gestisce la struttura.

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Il caso. La bimba protagonista della vicenda ha meno di tre anni ed ha già frequentato il nido Arcobaleno. Nella pausa estiva entra in vigore la legge voluta dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin che impone dieci vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola. La famiglia della bambina non intende vaccinare la piccola e non presenta al nido le certificazioni e le autocertificazioni necessarie a provare le avvenute vaccinazioni, le prenotazioni a sedute di vaccino o gli eventuali impedimenti clinici. Il padre, anzi, invia una comunicazione ad asilo e Comune confermando di non voler vaccinare la famiglia come scelta convinta e ragionata. L’1 settembre padre e figlia si presentano a scuola, ma vengono respinti. Se anche la legge prevedeva dieci giorni di tempo per presentare la documentazione, la volontà chiara di non vaccinare la bambina era evidente.

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Il ricorso. La famiglia non demorde e si rivolge all’associazione Avvocato in Famiglia, che attraverso il legale Domenico De Angelis propone il ricorso al Tar. Il Comune di Villa Estense, invece, si affida agli avvocati Michele Greggio e Vladimiro Pegoraro di Padova. Il ricorso chiede l’annullamento, con sospensione dell’efficacia, nella nota che vieta l’iscrizione della bambina al nido. Mercoledì scorso il Tar si è riunito e, nella camera di consiglio presieduta da Maurizio Nicolosi, ha respinto al domanda cautelare della famiglia. Il motivo? «Difetta il presupposto del danno grave ed irreparabile dato che il danno lamentato (impossibilità di accedere al servizio scolastico dell’infanzia) è eliminabile dai ricorrenti semplicemente adempiendo agli obblighi scaturenti dalla legge», spiega il Tar. E cioè: se il problema è la mancata frequenza della bimba all’asilo, è chiaro che basta presentare la certificazione per risolvere il problema. C’è poi la sottolineatura fondamentale che entra nel merito della questione: «Nella comparazione degli opposti interessi, l’interesse fatto valere dai ricorrenti non potrebbe prevalere, considerato che i predetti obblighi sono espressione di doveri solidaristici, posti a presidio degli interessi di tutti coloro che sono inseriti nella comunità scolastica». Nel ricorso era stata anche annunciata una richiesta di risarcimento danni, sia per il pregiudizio morale dell’iscrizione negata che per i disagi fatti patire alla famiglia della bambina, per cui si è dovuta cercare una baby sitter.

La famiglia. «Non siamo “no-vax” o fanatici che si alimentano di fake news» spiegano i genitori della bimba, che peraltro lavorano in ambito scolastico (lui è maestro di scuola d’infanzia e lei in asilo nido) «Abbiamo passato un anno a girare l’Italia partecipando a convegni sul tema tenuti da esperti, sia favorevoli alle vaccinazioni che contrari a questa pratica medica. Riteniamo che vaccinare sia pericoloso e metta a rischio nostra figlia. Continueremo in questo percorso, sperando magari che ad esprimersi diversamente sia la Corte Costituzionale».