Pfas, presidio no global alla Miteni

Trissino: bloccato l’ingresso di addetti e mezzi, attivisti portati via dalla Celere

TRISSINO. Attivisti dei centri sociali hanno bloccato ieri mattina per tre ore l'entrata della Miteni di Trissino. Sotto la “bandiera” di Climate Defese Units, hanno impedito l'ingresso delle persone e dei mezzi per rivendicare l'immediato sequestro dell'impianto che ritengono responsabile dell'inquinamento da Pfas. «Con questa azione - spiegano in una nota i contestatori - si chiede di sequestrare immediatamente la Miteni ma non solo. È necessario che la fabbrica paghi la completa bonifica dei terreni e l'approvvigionamento dell'acqua sicura. Non è accettabile che i cittadini stessi, che per decenni hanno subito i danni della produzione dei Pfas, ora debbano pure pagare la bonifica».

Gli attivisti, alla fine sollevati di peso dagli agenti della Celere di Padova mentre i no global opponevano resistenza passiva, chiedono che «tutti i lavoratori della Miteni» vengano salvaguardati e ricollocati nel processo di bonifica. Oltre alla Miteni i manifestanti ritengono responsabili anche i rappresentanti della Regione Veneto che avrebbero taciuto per anni sulla questione. «Oggi costoro - scrivono i contestatori - sotto la pressione del forte movimento contro i Pfas e l'avvelenamento delle acque in Veneto e per puri scopi propagandistici ed elettorali, sbandierano come un grande risultato il fatto di aver messo dei filtri ed aver azzerato il livello delle sostanze perfluoroarchiliche. Non cadiamo nelle trappole e nelle mistificazioni». Il M5s in Consiglio regionale è intervenuto per esprimere il proprio appoggio ai manifestanti: «Le loro richieste - spiegano i consiglieri - sono le stesse che avanziamo da anni. Per questo gli uomini e le donne di questa associazione hanno tutto il nostro appoggio».

Sul presidio di ieri ha fatto sentire la sua voce anche l’azienda vicentina, che ha sostenuto come l’effetto della manifestazione sia stato di impedire l'ingresso dei lavoratori e degli addetti di due ditte che stanno eseguendo lavori di “barrieramento” sulla falda. Sono queste le prime conseguenze della manifestazione di protesta di alcune decine di persone davanti all'ingresso della Miteni a Trissino secondo la stessa azienda. Per Miteni l'unico risultato della manifestazione quindi è stato ritardare il proseguimento delle attività di ambientalizzazione che hanno portato a intercettare gli inquinanti storici presenti nella falda sottostante oltre il 99%. «Interferire con il lavoro dello stabilimento - spiega una nota aziendale - oggi significa solo ritardare la bonifica in corso visto che Miteni sta depurando la falda e non produce più Pfos e Pfoa da anni».

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