«Danni Pfas, non sia l’agricoltura a pagarli»

Cerantola (Coldiretti) in Commissione: nessuna risorsa sia usata per rimediare a responsabilità altrui 

VENEZIA. Non possono essere sottratti fondi all’agricoltura per riparare i danni causati dall’inquinamento Pfas. Lo ha sottolineato il presidente di Coldiretti Martino Cerantola al termine dell’audizione di ieri in Commissione consigliare regionale d’inchiesta sulla contaminazione della falda da sostanze perfluoroalchiliche.

«Il rischio connesso alla reputazione degli alimenti è alto, perché in assenza di dati certi sulla pericolosità non possiamo parlare di salubrità, ma solo di percezione della stessa tale da rendere necessario un atteggiamento di prudenza», ha sottolineato Cerantola, «Coldiretti non è d’accordo sull’eventuale mobilitazione di risorse dall’agricoltura per rispondere ad un danno provocato da una matrice industriale».

Il riferimento è alla proposta ventilata al Tavolo di Verde di destinare la somma di 3 milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale. «Oltre a sottrarre risorse alle nuove generazioni che investono in campagna, la soluzione è parziale perché i parametri di accesso all’aiuto sono selettivi», ha detto ancora Cerantola bocciando la proposta, «Meglio dunque individuare nella legge finanziaria i fondi regionali che possono agevolare l’adesione in massa delle imprese coinvolte e aiutarle a sopportare i costi di gestione oltre che gli interventi strutturali. In questi mesi le nostre fattorie hanno provveduto a spese proprie alla conversione dell’approvvigionamento idrico o alle analisi».

Oltre a Ceranola sono stati sentiti in Commissione l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, i direttori regionali delle aree Sviluppo economico e agro-ambiente, i presidenti delle province di Vicenza, Padova e Verona, i presidenti di Confagricoltura e Cia, i presidenti dei Consorzi di bonifica Adige Euganeo, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione e Leb, Anbi Veneto e Consorzio Arica.

«È stata una seduta importante e proficua», ha dichiarato al termine dei lavori il vicepresidente Alberto Villanova, «Con numerosi auditi, in particolare l’assessore Pan, che hanno spiegato ai commissari la situazione attuale e lo stato dell’arte degli interventi messi in campo per rispondere all’emergenza Pfas soprattutto dal punto di vista dell’agricoltura e del territorio».

La Regione si è mossa in via preventiva anche se al momento non sono ancora arrivati i dati delle analisi sui prodotti agroalimentari affidati all’Istituto Superiore della Sanità. «Ci siamo concentrati sugli interventi per mettere in sicurezza tutto il reparto irriguo», ha chiarito l’assessore Pan, «Siamo però in attesa dei dati sui prodotti agroalimentari». Tra i progetti allo studio della Regione c’è l’utilizzo delle acque dell’Adige a scopo irriguo.

La Commissione si riunirà nuovamente giovedì con l’audizione dei sindacalisti della Miteni. «Ad oggi non abbiamo avuto risposte per quanto riguarda le audizioni del ministero dell’Ambiente e dell’Istituto Superiore della Sanità», ha affermato al riguardo Villanova, «si tratta di due audizioni alle quali teniamo in modo particolare». (s.t.)

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