Zaia a Pontida per parlare del referendum: "La madre di tutte le battaglie dei veneti"

Numerosi i militanti della nostra regione che hanno partecipato al raduno nel quale Salvini è stato incoronato candidato premier

I veneti a Pontida

 
PONTIDA (BG). L'intervento del governatore del Veneto Luca Zaia a Pontida 2017, in linea con quello del collega della Lombardia Roberto Maroni, si è incentrato sui referendum consultivi per l'autonomia di Lombardia e Veneto, in programma tra poco più di un mese. Facendo eco a Maroni, che sul palco del raduno leghista ha detto che "il 22 ottobre possiamo riscrivere la storia", Zaia ha sottolineato che "la madre di tutte le battaglie non sono i referendum della Lega ma dei veneti e dei lombardi".
 
Un gruppo di veneti a Pontida
 
Matteo Salvini da Pontida ha lanciato la "marcia" verso Palazzo Chigi. Davanti al suo popolo, il 'capitano' leghista ha fatto le sue "promesse" pre-elettorali e parlato da "prossimo presidente del Consiglio". Il raduno nelle valli bergamasche è stato all'insegna dello slogan "Salvini premier" in vista delle politiche di primavera, per un movimento che si presenta ricompattato dopo il blocco dei conti correnti in seguito alle condanne di Umberto Bossi e Francesco Belsito per truffa aggravata ai danni dello Stato nei rimborsi elettorali dal 2008 al 2010. Ma la decisione di non far parlare Bossi dal palco, presa forse?anche per proteggerlo da eventuali contestazioni dopo il sequestro, porta a una nuova polemica col senatur.
 
 
Capitolo Bossi a parte (per la prima volta il "senatur" è stato escluso dai comizi), il raduno è filato liscio ed è culminato nella presentazione del  programma di governo di Salvini: cancellare le riforme dei governi degli ultimi anni, legge Fornero, Jobs act, legge sui vaccini e 'buona scuola'. Salvini promette al suo popolo che, conquistato palazzo Chigi, lascerà le "mani libere alle forze dell'ordine" affinchè garantiscano "pulizia e sicurezza". E assicura che cancellerà la legge Mancino e la legge Fiano. "Le idee non si processano; queste cose si facevano in Unione sovietica. Fanno queste leggi, fanno il processo al ventennio e poi si comportano come il regime degli anni Venti che imbavagliava gli oppositori".
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