In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

La Regione Veneto non vuole più i lupi: saranno rinchiusi o trasferiti

Approvato il "piano in deroga": nel mirino 15 esemplari suddivisi in due branchi tra Lessinia e Asiago

1 minuto di lettura
Un lupo fotografato in Lessinia (ansa)

Il lupo in pieno giorno in Alpago

VENEZIA. Basta con i lupi. La Regione Veneto ha deciso la virata, cancellando con un colpo di spugna tutti i progetti di reintroduzione. In gabbia oppure altrove: questa sarà la loro sorte.

Così recita il comunicato ufficiale di Palazzo Balbi: "La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura e alla caccia, ha approvato in data odierna il progetto per un piano di gestione del lupo in Veneto, che contempla la proposta di interventi in deroga al regime di protezione imposto dalla Direttiva Habitat, al fine di ridurre, attraverso l’intervento sui lupi presenti nelle aree a maggiore vocazione zootecnica e turistica, il forte conflitto sociale in atto.

Life Wolfalps contro Striscia la notizia: "Quel servizio sul lupo è una bufala"

LEGGI Il progetto Wolfalps in breve

La Regione continuerà a usare le risorse messe in campo dal progetto Wolfalps fino alla sua scadenza naturale di maggio del 2018 per gestire "l’implementazione delle misure gestionali ordinarie, come la prevenzione dei danni attraverso recinzioni elettrificate e altri presidi di protezione del bestiame domestico e il monitoraggio".

L'’assessore Giuseppe Pan ha proposto in giunta "un intervento forte, di natura straordinaria, allo scopo di ridurre la presenza di lupi nel territorio regionale, esplosa nell’ultimo anno".

La gioia del lupo, libero dopo la malattia

Si parla di 14-16 esemplari stabili, distribuiti in due branchi (quello “storico” della Lessinia e quello di più recente insediamento di Asiago) e due coppie (sul massiccio del Grappa e in Valbelluna), al netto delle nuove cucciolate del 2017.

Ecco cosa intende fare la Regione: "La proposta gestionale prevede l’intervento “in deroga” sui due branchi stabili (branco della Lessinia e branco di Asiago), mediante: a) cattura ai fini di successiva captivazione permanente in struttura idonea (recinto) da individuare/costruire ex novo sulla base delle indicazioni dell’ISPRA, previa sterilizzazione degli esemplari catturati; b) cattura ai fini di successiva traslocazione in altro sito idoneo non interessato da rilevante attività di allevamento zootecnico sulla base di indicazioni dell’ISPRA. Si prevede anche il potenziamento del monitoraggio permanente - tramite radiocollari e fototrappole - per un più efficace controllo degli spostamenti ed abitudini, nonché per prevenire la predazione su domestico a carico dei rimanenti individui in dispersione".

In altri termini: alcuni lupi finiranno in gabbia, dopo essere stati sterilizzati. Altri saranno trasferiti lontano dalla presenza umana e radiocollarati, per verificare che non scendano a valle.

Sulle tracce del lupo, nella valle in cui ha ucciso 40 pecore in una sola notte



“Sarà un intervento significativo anche in termini economici – conclude l’assessore Pan – quello che la Regione sta mettendo in atto a difesa degli allevatori per dare una risposta concreta ad un problema che sta creando forte tensione a livello locale, tentando di utilizzare al massimo i ristretti limiti concessi dalla normativa comunitaria. Per quanto riguarda il pagamento dei danni, pur a fronte di passaggi tecnici-burocratici obbligatori che noi subiamo, garantiamo l’ impegno per ridurre i tempi.”

I commenti dei lettori