Pfas e Agenzia Welfare, il Pd contro Zaia

Il M5S chiede al governo di dichiarare lo “stato di emergenza nei comuni veneti contaminati»

PADOVA. Il M5S chiede al governo che venga deliberato lo stato di emergenza nelle zone del Veneto coinvolte dalla contaminazione da Pfass. La deputata Silvia Benedetti e la consigliera regionale Patrizia Bartelle (M5S) hanno annunciato la petizione online sul sito Change.org, per dare un ulteriore impulso alla lotta contro i Pfass. «Questa nostra terra – scrivono - sta vivendo un vero e proprio dramma che vede coinvolte centinaia di migliaia di persone che non hanno alcuna responsabilità del disastro in atto, ma subiscono le conseguenze dei danni provocati da produzioni industriali irresponsabili». Le due pentastellate hanno depositato una mozione in Parlamento e Regione. «Per lo stato di contaminazione ambientale che c'è nel nostro territorio servono interventi straordinari, stanziamenti di fondi importanti, prese di posizione anche da un punto legislativo drastiche. Il riconoscimento dello stato di emergenza consentirebbe fondi ed interventi straordinari assolutamente necessari».

«Iniziative goffe» è il commento della consigliera regionale Cristina Guarda (Alessandra Moretti Presidente) e della senatrice Laura Puppato (PD) che spiegano: «Le loro richieste sono destinate all'interlocutore sbagliato, al governo e non alla Regione, ignorando ciò che già è stato messo in atto per supplire alla mancanza di regia regionale degli ultimi 4 anni. Alcuni esempi? Chiudere la Miteni è atto di competenza regionale: potrebbe farlo la Regione attuando il Piano di Tutela delle Acque approvato dalla Giunta, ma rinnegato dagli stessi assessorati che si rimpallano le responsabilità. L'alternativa alla chiusura esiste e si chiama delocalizzazione, sempre in Veneto, ma in area più sicura, assieme all'avvio di progetti di conversione della produzione».

Il consiglio regionale del Veneto, in apertura lavori, ha dedicato un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex consigliere regionale Mauro Bortoli, scomparso la settimana scorsa.

Sempre ieri il consiglio regionale del Veneto ha approvato, con 24 voti favorevoli, 3 astenuti, 17 contrari, il Progetto di Legge 224, di iniziativa consiliare promosso dal consigliere Antonio Guadagnini (SiamoVeneto), relativo ad interventi per favorire la diffusione della cultura previdenziale della previdenza complementare e con la creazione dell’agenzia “Veneto Welfare”. Contrario il Pd. «Creare un nuovo ente solo perché all’interno di Veneto Lavoro non c’è un super esperto con le competenze necessarie ha davvero poco senso. Un’operazione che va in controtendenza con i propositi di semplificazione e riduzione di costi», dichiara il capogruppo Pd Stefano Fracasso. «Si sprecano solo risorse: la Zaia non voleva tagliare le poltrone? Invece le aumenta».



Video del giorno

Cina, terremoto nella provincia del Sichuan: il momento della scossa e l'intervento dei soccorritori

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi