Zaia firma il decreto che indice il referendum per l'autonomia del Veneto

Zaia con gli assessori durante la conferenza stampa

"Paroni a casa nostra" lo slogan lanciato dal governatore: "Vogliamo diventare regione speciale e che tutte le tasse restino qui" 

VENEZIA. «Paroni a casa nostra»: è lo slogan usato dal governatore del Veneto Luca Zaia nel presentare l'appuntamento referendario regionale consultivo in tema di autonomia fissato per il 22 ottobre.

Zaia ha parlato di una partita «non facile» per arrivare al referendum, ricordando che la Regione ha presentato il quesito che è stato confermato dalla corte costituzionale.

«Noi siamo pronti da mesi per questa partita» ha aggiunto il presidente veneto, indicando anche l'analogo appuntamento fissato in Lombardia.

«La storia ci dedica un foglio in bianco, la scrivono i veneti. Il nemico è Roma, non sono veneti contro dei veneti, dobbiamo dimostrare di essere un popolo».

Zaia indice il referendum veneto: "Paroni a casa nostra"

«È fondamentale dire ai cittadini cos’è il referendum: è un referendum consultivo, è dei veneti, non è di un partito o dell’altro, di Luca Zaia. Il risultato sarà una spada di Damocle, per la nostra comunità e per Roma, è fondamentale che i veneti vadano a votare. Serve un risultato forte con un’affluenza forte. Si deve andare a votare perché non stiamo più scherzando», ha detto ancora, dicendosi sicuro che «i veneti ci stupiranno con effetti speciali».

«Noi vogliamo essere come Trento e Bolzano: chiedere l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione in toto vuol dire dare vita a nuove Regioni autonome e se fate due conti vuol dire che ci devono lasciare tutto il residuo fiscale qui», ha detto.

«Il giorno dopo il Veneto non sarà più quello di prima. Nelle agende di governo pretendiamo che entri nei programmi la nostra autonomia, perchè noi vogliamo tutte le autonomie possibili», ha continuato Zaia. «Uno studio dice che il Veneto autonomo cresce di 2,8% di Pil, sono 4 miliardi in più», ha concluso il presidente della Regione.

Zaia non accantona la strada dell'indipendenza. «Chi la sostiene - ha affermato - sarà d'accordo con me sul fatto che l'unica via percorribile è quella scozzese e cioè quella che si può fare solo andando avanti sulla via della legalità. Lo conferma il fatto che solo la Scozia c'è riuscita, avendo prima la devolution e poi l'indipendenza. Noi, dunque, confermiamo entrambe le partite, quella dell'autonomia e quella dell'indipendenza, pur sapendo che, a oggi, questa seconda, come conferma l'esempio della Catalunya, non è ancora possibile». Riguardo ai rapporti di un eventuale Veneto autonomo con l'Europa, Zaia ha infine sottolineato che «esistono già modelli simili al Veneto: penso, nello specifico, alla Baviera tedesca». 

 

 

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