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«Il Prosecco sarà tutto bio» Ma la super Glera è vietata

VERONA. È stato il giorno di “Sua Maestà” il Prosecco ieri al Vinitaly, con la passerella della candidatura a sito Unesco delle colline del Conegliano Valdobbiadene (piccolo scrigno di 15 Comuni...

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(ansa)

VERONA. È stato il giorno di “Sua Maestà” il Prosecco ieri al Vinitaly, con la passerella della candidatura a sito Unesco delle colline del Conegliano Valdobbiadene (piccolo scrigno di 15 Comuni delle Prealpi trevigiane all’interno dell’oceano della Doc, fatto di nove Province), l’appello del governatore Zaia per un vino «a trattamenti zero», le polemiche sui prodotti vietati di recente nella Doc veneta e friulana. Mattinata di gala, foto e strette di mano sulla quale è stato sparso un po’ di pepe in coda, quando Zaia ha strigliato il Ministero delle Politiche Agricole chiedendo di poter rivendicare a Doc e Docg la “super Glera”, un vitigno particolarmente resistente che non avrebbe bisogno di trattamenti chimici oggi non autorizzato dai disciplinari di produzione.

La “super Glera”. Con i Consorzi di Tutela che anno dopo anno tagliano il numero dei prodotti fitosanitari ammessi, ieri tra gli stand di Vinitaly più di qualcuno, sia delle Docg Conegliano Valdobbiadene e Asolo, che della grande Doc, discuteva sul nuovo vitigno studiato da Crea-Ve e Confagricoltura Veneto: un “Glera”, da cui si ricava il Prosecco, particolarmente resistente agli attacchi parassitari, in grado di diminuire del 70 per cento l’impiego di fitofarmaci. «In questo modo andremmo incontro alle esigenze del consumatore e del cittadino, che chiede una vitivinicoltura attenta alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali», ha spiegato Lodovico Giustiniani, presidente Confagricoltura Veneto, «le nuove varietà, resistenti alle principali malattie della vite, possono ridurre le perdite produttive in modo sostenibile e diminuire i costi di gestione del vigneto».

La beffa. Qualcuno ha già programmato di sostituire alcune porzioni di vigneto con la nuova varietà, ma la beffa è dietro l’angolo: «Le varietà resistenti, come questa, non sono autorizzate dal Ministero per le Politiche Agricole per la produzione di vini Doc e Docg, ma solo per vini da tavola e Igt», ha tuonato Zaia a margine della mattinata, «è una situazione che grida vendetta, non stiamo parlando di Ogm ma di vitigni naturalmente più forti, che consentirebbero di arrivare a un Prosecco a trattamenti zero: in altri Stati europei non esistono normative di questo genere».

Biodistretto Unesco. Il grande sogno del governatore (e dei Consorzi) è di mettere a tacere le polemiche su Prosecco e fitofarmaci trasformando l’intera denominazione in un biodistretto, e in questo senso la Docg Conegliano Valdobbiadene, con la sua candidatura a sito Unesco, potrebbe essere un buon banco di prova. Ipotesi tuttavia ancora da libro dei sogni, perché la “super Glera”, appunto, non è autorizzata dal disciplinare, e tutte le altre soluzioni non convincono i viticoltori. Nella Doc, che va da Padova a Trieste, la situazione è ancora più delicata: «Abbiamo abolito Glifosate, Mancozeb e Folpet, tre fra i prodotti più pericolosi», ha raccontato ieri una fonte interna al Consorzio di Tutela, «e la base si è rivoltata. Faranno di tutto perché il provvedimento in qualche modo sia ritirato, ma noi vogliamo andare avanti, sarebbe un danno di immagine inqualificabile». (a.d.p.)

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