Al Veneto assegnati altri 200 migranti le quote per i Comuni

VENEZIA. Mentre il ministro dell’Interno Minniti arriva oggi a Treviso per parlare di profughi e accoglienza e incontrare chi sopporta il carico degli sbarchi, sono in arrivo in Veneto altri 200...

VENEZIA. Mentre il ministro dell’Interno Minniti arriva oggi a Treviso per parlare di profughi e accoglienza e incontrare chi sopporta il carico degli sbarchi, sono in arrivo in Veneto altri 200 migranti. Tra oggi e giovedì sono previsti due convogli di pullman: in una prima tornata è previsto l’arrivo di 120 profughi sbarcati ieri a Siracusa. Altre 80 arriveranno tra domani e giovedì da Catania. Prevista questa distribuzione tra province: Belluno 8; Padova 38; Rovigo 10; Treviso 36; Venezia 35; Verona 37; e Vicenza 36. La gran parte finiranno nei grandi centri di Cona, Bagnoli e a Treviso.

Sull’arresto del profugo di Bagnoli, accusato di violenza sessuale, ha preso posizione il presidente della giunta regionale Luca Zaia. «Bravi i carabinieri per la tempestività. Ora questo signore, se confermato colpevole, va spedito a scontare la pena in Nigeria. Parlano tanto di accordi bilaterali, ebbene questo è il classico caso in cui l'accordo serve e va fatto al più presto - afferma il presidente Zaia -. Il Parlamento deve legiferare con urgenza, non è possibile continuare con questo andazzo, bisogna assistere i bisognosi veri e rispedire gli altri senza indugi perché la situazione è sfuggita di mano».

Interviene anche il senatore Antonio De Poli (Udc) che commenta: «Non si tratta di razzismo: i cittadini veneti di Bagnoli chiedono sicurezza. Tutte le ipotesi investigative sono state confermate: la notizia del fermo del nigeriano, avvenuto nel Centro di accoglienza, purtroppo, ci conferma che i segnali di allarme sono stati sottovalutati, le difficoltà più volte espresse dai sindaci dei territori di Cona e Bagnoli non sono state ascoltate con la dovuta attenzione. Mi auguro che adesso - ha aggiunto De Poli - si scongiuri un conflitto istituzionale che sarebbe solo deleterio. È doveroso però che il Governo accenda i riflettori sulla questione: chiedo al ministro dell'Interno Marco Minniti di riferire in aula e di sapere quali azioni intenda assumere per porre fine a questa situazione che rischia di sfuggire dal controllo e soprattutto di capire quali azioni di controllo non siano state messe in atto per evitare che un simile grave episodio potesse accadere».

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