In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

«Veneto maglia nera Bandi per assumere chi applica la legge»

VENEZIA. «La 194 è una legge del nostro Stato e l'interruzione volontaria di gravidanza è un diritto, come tale va garantita la possibilità di esercitarlo e leggere di una donna che gira a vuoto 23...

di Giacomo Costa
1 minuto di lettura

VENEZIA. «La 194 è una legge del nostro Stato e l'interruzione volontaria di gravidanza è un diritto, come tale va garantita la possibilità di esercitarlo e leggere di una donna che gira a vuoto 23 ospedali senza riuscire a trovare un medico disposto a mettere in pratica una procedura simile è il segnale di una profonda retrocessione del Veneto». Alessandra Moretti, consigliere regionale del Partito Democratico, prende spunto dalla vicenda raccontata nelle scorse ore dalla stampa per tornare a sollecitare un più deciso impegno istituzionale sul tema dell'aborto, evidenziando la drammatica situazione degli ospedali veneti: «Guardando alle percentuali di medici obiettori la nostra è la regione maglia nera di tutta l’Italia settentrionale, e finisce per rivaleggiare persino con le peggiori del Sud: i dati nazionali, aggiornati al 2014, parlano di un 71 per cento di specialisti che si rifiutano di effettuare l’interruzione di gravidanza; da noi la il numero, tre anni fa, saliva già al 77 per cento, e secondo le stime dei sindacati quest’anno si arriva addirittura all’80%». Cifre allarmanti, e piuttosto distanti da quelle delle altre regioni: «Il Trentino registra un 57 per cento, la Lombardia il 68; in Friuli gli obbiettori sono il 58 per cento, in Liguria il 59, in Piemonte il 63 e in Valle D’Aosta appena il 13». Per cercare percentuali che eguaglino o superino quelle venete bisogna spostarsi in Abruzzo (80 per cento) e in Campania (quasi 82 per cento); in Lazio per spingere il governatore Nicola Zingaretti a produrre un bando per medici non obiettori è “bastato” il 78 per cento. «In tema di diritti delle donne e della loro salute - continua Moretti - stiamo davvero retrocedendo: non solo l’interruzione di gravidanza, ma neppure la pillola del giorno dopo trova spazio negli ospedali, e spesso le ragazze che vanno al pronto soccorso per riceverla se la vedono rifiutare o, al più, vengono indirizzate verso una farmacia». L’esponente del Pd ha già depositato un'interrogazione in merito, chiede quindi che si verifichino le percentuali di medici obiettori: «Se davvero la situazione è così drammatica è necessario seguire l'esempio di Zingaretti, di modo da poter garantire l'applicabilità della legge 194». E Piero Ruzzante, consigliere del Gruppo Misto: «In Veneto questo diritto è negato». Le senatrici del Pd Francesca Puglisi e Laura Puppato hanno presentato un decreto legge: «Prevede che negli ospedali e nelle case di cura autorizzate operi almeno il 50% dei medici e del personale ausiliario non obiettore, anche attraverso nuove assunzioni e procedure di mobilità del personale».

I commenti dei lettori