«Anticorruzione via libera della Ue»

VENEZIA. «A livello internazionale, il parere sulla nostra legislazione anticorruzione è generalmente positivo. E l'Autorità diretta da Raffaele Cantone costituita in Italia sta funzionando molto...

VENEZIA. «A livello internazionale, il parere sulla nostra legislazione anticorruzione è generalmente positivo. E l'Autorità diretta da Raffaele Cantone costituita in Italia sta funzionando molto bene, bell'esempio di come il nostro Paese, nonostante le preoccupazioni sul tema della corruzione, sia in grado di realizzare strategie positive per il suo contrasto». Lo ha dichiarato Michele Nicoletti, capogruppo del Partito socialdemocratico europeo all'interno dell'Assemblea Parlamentare e presidente della delegazione italiana, in occasione della riunione di ieri sui temi della lotta alla corruzione tenutasi presso la sede del Consiglio d'Europa a

Venezia. «L'anticorruzione», ha spiegato Gabriella Battaini-Dragoni, vice segretario del Consiglio d'Europa, «è una delle nostre priorità. Ci siamo quindi dotati di strumenti giuridici e programmi specifici per aiutare i Paesi membri ad uscire da queste situazioni. È una lotta di lungo respiro, perché ci sono radici culturali profonde che spesso determinano queste situazioni. Oggi abbiamo l'occasione di utilizzare il nostro ufficio di

Venezia per spiegare come si può contrastare la corruzione, riprendendo in mano un male terribile che logora la nostra società, distrugge la credibilità delle istituzioni e allontana il cittadino da chi lo governa». Il parlamentare Pd Nicoletti sta compiendo una ricognizione dei sistemi di anticorruzione a livello europeo (dall'Ucraina, all'Olanda, alla Spagna) che si concluderà nella primavera del 2017 e presenterà il rapporto '”Corruzione come regime di governance: una barriera per l'efficienza e il progresso delle istituzionì” all’Assemblea plenaria a Strasburgo. Il tema principale è quello della corruzione del sistema politico, cioè l’abuso delle cariche istituzionali a scopo di profitti personali. Il Consiglio d’Europa non può imporre, ma può suggerire attraverso le raccomandazioni. Non ci sono, infatti, sanzioni previste per chi non raccoglie le indicazioni.

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