L’industria spalanca i cancelli: Open Factory a Nordest il 27 novembre

Grandi e piccole aziende accoglieranno 15 mila persone dal Veneto al Friuli fino al Trentino Alto Adige

Altro che gita fuori porta o shopping sfrenato in centro città. Domenica prossima, 27 novembre, si va tutti allegramente in catena di montaggio. A mettersi in coda dietro i tornelli di 70 impianti industriali del Nordest domenica 27 novembredalle 15 alle 19 ci sarà una discreta folla, circa 15 mila persone. Almeno questo il numero di adesioni online raccolte dall'Open Factory 2016, la seconda edizione delle fabbriche aperte del Triveneto, in cui l'industria incontra il territorio.

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Non si tratta di un ingorgo di Ferragosto, certo, ma poco ci manca. Soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di una gita domenicale tra linee produttive, torni e macchine di stampaggio. Chiamatela nostalgia per la vecchia e gloriosa fabbrica oggi sulla via del declino, oppure ascesa del turismo industriale in salsa italiana o riscoperta della nostra manifattura. Tant'è che la cultura del saper fare comincia ad attrarre visitatori anche nel nostro paese, proprio come già succede in casa dei dirimpettai francesi, dove il turismo in fabbrica ha raggiunto nel 2015 quota un milione di persone.

«Andare a vedere come si fa un prodotto industriale è una novità per il nostro Paese», dice Filiberto Zovico, editore di VeneziePost e tra i promotori della seconda edizione di Open Factory, insieme con Fondazione Nordest e Confindustria e Confartigianato Veneto e Friulia Venezia Giulia.

«In America, in Francia e Germania il turismo industriale è una prassi consolidata, che richiama ogni anno milioni di persone. Da noi l'interesse non manca, solo che fino ad oggi si è fatto poco per venire incontro a questa domanda. Basti pensare che l'anno scorso in un solo giorno le 50 fabbriche aperte hanno chiamato a raccolta più di diecimila persone. Ai cittadini piace l'idea di capire nasce un oggetto di design ma anche come si sviluppa l'innovazione».

La mappa interattiva. Ecco le aziende che partecipanto a Open Factory

I percorsi tematici

Per tutte queste ragioni Open Factory 2016 torna in linea e rilancia allargando il raggio d'azione, includendo nella partita anche il Trentino Alto Adige, e introducendo nuovi percorsi e progetti speciali. Intanto si apre al pubblico il grande polo logistico di Porto Marghera, immensa fabbrica a cielo aperto.

Porto Marghera. Per visitare, almeno in parte, i suoi 1500 ettari di superficie che ospitano 1.000 imprese basterà trovarsi a Venezia domenica 27 novembre alle 14,30 di fronte al Caffè F30, ai piedi del Ponte di Calatrava, per imbarcarsi e navigare verso il bacino di Marittima, per poi proseguire fino al cuore del porto commerciale di Marghera, e al famoso ponte strallato. All'interno del porto è anche possibile prendere parte a visite guidate a turni nello stabilimento chimici Versalis, nella raffineria Eni e anche nell'impianto di Grandi Molini.

Cantieri aperti. Altra novità è il progetto "cantieri aperti", realizzato in collaborazione con Ance, per gettare uno sguardo sulle imprese edili che hanno fatto la storia di calce e mattoni del territorio come Faggion Costruzioni di Tezze sul Brenta, Prearo Costruzioni di Codevigo (Padova) Ghiotti di Rovigo e Opere Edili di Padova.

Accanto alla “vecchia” fabbrica non mancano percorsi dedicati alla produzioni del futuro come le startup che abitano l'ex Manifattura Tabacchi di Rovereto, il Polo Trentino della Meccatronica e i cinque laboratori smart dell'Università di Padova.

«Quest'operazione di porte aperte - dice Filiberto Zovico - fa bene non solo ai visitatori che imparano a conoscere il territorio ma anche alle aziende. Abbiamo bellissime imprese e anche molto efficienti che scontano però una timidezza diffusa, quasi un pudore a mostrarsi. E invece sono quelle che poi risultato di maggior interesse». Anche perché in lungo e in largo per gli otto percorsi tematici c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Musei d'impresa. Ci si può avventurare nei ricordi dei musei d'impresa come quello del Gioiello di Vicenza, Poli Distillerie di Schiavon e il museo Paoul di Padova che racconta la storia del calzaturiero della Riviera del Brenta. Oppure si può assaporare il gusto del saper fare delle botteghe artigiane, come Michelangelo Ricami Personalizzati di Flaibano (Udine), La Giardiniera di Morgan a Malo, la Legatoria Moderna a Udine e quella di Ciani a Tavagnacco, le Vetrate Artistiche Caron a Creazzo, i Marmi Vrech di Cervignano del Friuli e le praline alla grappa di Adelia di Fant a San Daniele del Friuli. «Un elemento interessante di percorsi tematici di Open Factory - spiega Zovico - è la perfetta coabitazone di grandi e piccole aziende. In un giornata il visitatore può recarsi a scoprire dall'interno una multinazionale come una piccola bottega artigiana».

Percorsi tematici. Tra le aziende più gettonate dai visitatori ci sono quelle design e del food&wine come Veneta Sedie, Lago a Villa del Conte, Magis a Torre di Mosto, Birra Antoniana di Padova e i dolci di Fraccaro Spumadoro a Castelfranco. Ma quest'anno, sono pronti a sommettere gli organizzatori, ci saranno anche le tute blu di meccanica e logistica a fare il tutto esaurito.

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