Sei ragazzini hanno fatto rivivere altrettanti adulti

PADOVA. Sei ragazzini hanno salvato la vita ad altrettanti adulti donando il loro fegato. È successo in Azienda Ospedaliera a Padova, nel reparto di Chirurgia Epatobiliare del professor Umberto Cillo....

PADOVA. Sei ragazzini hanno salvato la vita ad altrettanti adulti donando il loro fegato. È successo in Azienda Ospedaliera a Padova, nel reparto di Chirurgia Epatobiliare del professor Umberto Cillo. È successo nel corso dell’ultimo anno: i giovani pazienti, di età compresa tra gli 8 e i 17 anni, hanno donato il fegato - che sul loro corpo non funzionava perché privi di un particolare enzima - a pazienti molto più grandi sui quali l’organo ha ripreso la normale attività. I ragazzini sono stati sottoposti a loro volta a un intervento. E in questo modo dodici persone hanno ritrovato la salute e la speranza di vita.

Sono le nuove frontiere del trapianto che fanno di Padova uno degli ospedali all’avanguardia in Italia in tale ambito. E certo non solo per gli interventi al fegato: qui c’è il Centro Gallucci dove dal 1985, da quando è stato eseguito il primo trapianto di cuore, la ricerca non si è mai fermata. I fronti di attività oggi sono molti: il caso più recente è quello dello scorso agosto, quando è stato salvato uno studente di 26 anni che non aveva più alcuna speranza di vita. E questo grazie a un’équipe medica, quella del cardiochirurgo Gino Gerosa, all’avanguardia mondiale nei trapianti di cuore, decisa a percorrere tutte le strade possibili, anche quelle finora sconosciute, per offrire al ragazzo una possibilità. Nelle sale operatorie del Centro Gallucci è stato impiantato per la prima volta in Italia il nuovissimo cuore artificiale di piccole dimensioni, adatto a giovani e donne. E, per la prima volta al mondo, l’intervento è stato eseguito su un ragazzo che era stato già trapiantato in precedenza.

E poi c’è il reparto di Cardiochirurgia Toracica del professor Federico Rea che ha restituito il respiro - e con esso la vita - a ragazzi ed adulti che sembravano condannati; sono 350 gli interventi eseguiti nel corso degli ultimi 20 anni (quando il centro ha iniziato la sua attività).

I dati diffusi la scorsa estate dal ministero della Salute che posizionano dunque l’Azienda Ospedaliera ai vertici delle eccellenze sanitarie nazionali: è prima per gli interventi al rene con 90 eseguiti su un totale di 1.580 e con 53 da donatore vivente (su 301); seconda per quelli al cuore (27 su 246 complessivi), al polmone (18 su 112) e al pancreas (10 su 50); quarta per il fegato (77 su 1.071). E ancora: prima per il trapianto pediatrico di rene. «Il 2015 è stato un anno eccezionale per l’attività trapiantologica», ha confermato la direzione di via Giustiniani.

Sabrina Tomè

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