Referendum veneto, stanziati 14 milioni

La Giunta Zaia finanzia il voto sull’autonomia. Le schede (costo 260 mila euro) saranno stampate da un’azienda trevigiana

VENEZIA. La Giunta di Luca Zaia apre i cordoni della borsa per il finanziare il referendum consultivo sull’autonomia del Veneto: nella seduta di lunedì, una delibera “secretata” ha stanziato 12 milioni di euro a copertura deI costi organizzativi della consultazione che si aggiungono ai 2 già inclusi nei capitoli ordinari di spesa, centrando così il budget di 14 milioni complessivi previsto alla vigilia. Le risorse sono state ricavate dalla manovra di assestamento dei conti illustrata dall'assessore al bilancio Gianluca Forcolin e approvata (non senza discussioni, perché ogni assessore ha lamentato tagli e ristrettezze) dall’esecutivo di Palazzo Balbi. Lo sblocco dei fondi si è reso necessario dall’accelerazione dei tempi dettata, indirettamente, dal premier Matteo Renzi che ha fissato per il 4 dicembre il voto referendario sulle riforme costituzionali, circostanza che induce il governatore a prevedere una consultazione regionale ravvicinata; tra gennaio e febbraio, a quanto si apprende.

Nel frattempo arriva il primo decreto di spesa destinato alla “materia prima” dell’appuntamento alle urne, cioè le schede destinate agli oltre quattro 4 milioni di elettori veneti: a conclusione della gara d’appalto al massimo ribasso, la Società Industrie Tipolitografiche di Casier (Treviso) si è aggiudicata il servizio di “predisposizione, stampa, confezionamento e consegna del materiale a basso impatto ambientale” il cui importo si aggira sui 260 mila euro (218.796 + Iva). Le schede prevedono un Sì o un No al quesito ma la definizione testuale di quest’ultimo non è ancora nota; la Corte Costituzionale ha ammesso una formulazione generalista - «Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?» - che Zaia vorrebbe integrare con ulteriori riferimenti, soprattutto di carattere tributario, sul punto tuttavia i pareri di legittimità dei giuristi interpellati sono discordi.

Ad alimentare i costi sarà soprattutto l’allestimento dei seggi, con i compensi a presidenti e scrutatori e il lavoro elettorale straordinario richiesto al personale dei comuni. Contenuti invece gli oneri informatici: il “data center” organizzato a Venezia è stato ideato dai tecnici regionali, riservando a società esterne di software la sola elaborazione dei programmi compatibili che saranno forniti ai municipi. E la campagna referendaria? Il governatore dovrà convocare i comizi 60 giorni prima del voto e chi detiene cariche elettive in Regione - l’ha stabilito Agcom, l’authority sulle comunicazioni, per voce del direttore competente Benedetta Liberatore - non potrà esibire simboli istituzionali né valersi dei canali comunicativi ufficiali a fini di propaganda. Il divieto vale per Zaia e per la sua squadra di assessori ma è esteso anche all’intero schieramento dei consiglieri, favorevoli o contrari all’autonomia.

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