Audi gialla, al Ris le banconote usate alla pompa di benzina

Proseguono le indagini per individuare i malviventi a bordo del bolide che ha terrorizzato il Nordest 
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TREVISO. Proseguono le indagini della Procura di Treviso sull’Audi gialla che ha terrorizzato la Marca e il Veneto ed era stato trovato bruciata a Onè di Fonte lo scorso 27 gennaio. I Ris di Parma, cui erano stati inviati alcuni reperti per le analisi di rito, hanno infatti iniziato a mandare i primi risultati ufficiali. Sui resti della potente Audi Rs4 sono infatti state rinvenute tracce di benzina e quindi è certo che i malviventi le abbiano dato fuoco volontariamente per evitare il rinvenimento di possibili impronte digitali. La Procura aveva anche mandato a Parma le banconote sequestrate ai distributori di San Donà e San Zenone degli Ezzelini per capire se ci fossero degli incroci utili per individuare una pista. Purtroppo in questo caso i rilievi hanno dato esito negativo.

L'Audi gialla contromano sul Passante

Ma è sul Dna di una sigaretta, trovata dai carabinieri nei pressi dell'Audi gialla mentre andava a fuoco, che si concentrano le indagini del Ris di Parma. Altri reperti d'interesse investigativo sono stati trovati nei pressi della carcassa in fiamme dell'automezzo. La speranza dei carabinieri è ancora quella di riuscire ad estrarre dai reperti trovati nei pressi della macchina data alle fiamme in una rampa in riva al Muson, in aperta campagna di Fonte, il Dna di persone già finite nel mirino degli investigatori. Nel corso dei dieci giorni di scorribande della macchina più ricercata del Nordest, tra inseguimenti, posti di blocco forzati e sparatorie, i carabinieri hanno acquisito diversi elementi utili per identificare la banda di ladri dell'Est Europa.

Nelle mani degli inquirenti non c'è soltanto il fotogramma che immortala due dei tre componenti della banda mentre stanno facendo rifornimento di benzina in un'area di servizio di San Donà, ma ci sono altre immagini ritenute di grande interesse investigativo. Le bravate dei banditi, infatti, hanno avuto una grande cassa di risonanza sui media nel Nordest proprio perché tra Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno messo a segno le azioni più clamorose. Ma, in realtà, prima di spostarsi nel Nordest la banda di ladri dell'Est Europa si era resa protagonista di una serie di colpi in Carinzia, in Austria. Azioni che partono dall'Austria, passano per la Venezia Giulia e Veneto, spingendosi fino all'Emilia Romagna.

Resta, comunque, ferma la convinzione che la banda godesse di punti di appoggio nella zona tra Asolo, San Zenone e Onè di Fonte. È infatti in quella zona che è stata segnalata maggiormente la presenza dell'Audi gialla. I banditi, evidentemente, hanno goduto della copertura di qualche connazionale che li ha ospitati ed ha nascosto l'auto dallo "scomodo" colore durante il giorno. Il terzetto che viaggiava a bordo del mezzo potrebbe essere un nucleo di "trasfertisti", ossia ladri che arrivano direttamente da un paese dell'Est Europa, mettono a segno decine di furti e poi rientrano in patria con il bottino.

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