Tragedia di Refrontolo, quattro indagati

Il 2 agosto 2014 persero la vita quattro persone nell'esondazione del torrente al Molinetto della Croda

REFRONTOLO. Responsabilità specifiche a carico di quattro persone. È il primo esito degli accertamenti svolti in questi mesi dagli inquirenti della Procura di Treviso che hanno portato all'iscrizione nel registro degli
indagati di quattro nomi. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Si tratta del sindaco di Refrontolo, Liliana Collodel, di Valter Scapol, presidente della Pro Loco, di un geologo e di un tecnico.

Refrontolo, l'acqua travolge la festa

Parliamo della tragedia del Molinetto della Croda, del 2 agosto 2014, in cui persero la vita quattro persone, in otto rimasero ferite,  a seguito dell'esondazione del fiume Lierza.  Nessun avviso di garanzia sarebbe stato al momento notificato.

E la conclusione delle indagini appare ancora lontana: gli inquirenti hanno la necessità di acquisire ulteriore documentazione relativa all'attuazione dei piani regolatori per capire la destinazione d'uso e l'utilizzo dell'area in cui si è verificato il fatto costato la vita a Maurizio Lot, collaboratore della Pro Loco di Refrontolo, Luciano Stella, gommista di Pieve di Soligo, Giannino Breda di Falzè di Piave e Fabrizio Bortolin di Ponte della Priula, tutti travolti e uccisi dalla furia del torrente Lierza.  La tragedia del Molinetto della Croda è la più grave nel Veneto tra le stragi d’acqua dall’alluvione del 1966: nel novembre 2010 il maltempo provocò tre vittime e nel luglio 2009 a Borca di Cadore le vittime furono due.

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