Referendum, la Lega lavora per il quorum

Il 17 aprile la consultazione sulle trivellazioni in Adriatico. De Menech (Pd): «Non ho deciso cosa farò »

PADOVA. Gianantonio Da Re, segretario nathional della Liga Veneta-Lega Nord, promette che il Carroccio farà la sua parte. «Noi - puntualizza Da Re - siamo fermamente contrari alle trivellazioni in Adriatico e ci impegneremo perché non vengano fatte». Il problema principale, in ordine al referendum abrogativo di domenica 17 aprile, sembra rappresentato dal mancato abbinamento della consultazione sulle trivellazioni alle elezioni Amministrative che dovrebbe svolgersi il 5 o il 12 giugno (la data non è stata ancora fissata). «Questa data», insiste Da Re, «l’ha voluta Renzi che ci espone anche a una spesa supplementare di 360 milioni di euro».

Un sì contro le trivellazioni è anche nei voti del Movimento Cinque Stelle. «Si tratta - spiega Jacopo Berti, capogruppo a Palazzo Ferro Fini - di una delle battaglie più sentite dal nostro movimento. In consiglio regionale è passata una nostra mozione con la quale abbiamo chiesto alla Regione Veneto di impegnarsi significativamente sotto il profilo mediatico». Sta invece alla finestra il movimento Fare! di Flavio Tosi. «Prima di assumere una poszione ufficiale sulla materia - argomenta la senatrice Patrizia Bisinella - ci consulteremo tra noi. Abbiamo anche incaricato degli esperti per avere delle informazioni tecniche puntuali su cui basarci».

Più articolata la posizione del Partito Democratico. «Credo che su questa materia - ragiona l’onorevole Roger De Menech, segretario regionale del Pd - ci siamo già impegnato a fondo; di sei quesiti di partenza ne è rimasto uno. Il tema in campo è quello relativo alla durata delle concessioni: non pochi ambientalisti sostengono che lasciare mano libera sul tema rischia a conti fatti di rivelarsi controproducente. Come mi comporterò io in cabina? Ancora non lo so». Fa invece parte del Comitato nazionale per il sì il consigliere regionale polesano dPd Graziano Azzalin. «È vero, bisogna riconoscere che su questa materia il governo Renzi si è impegnato. Comunque come gruppo consiliare abbiamo una posizione unitaria per il sì. Avevamo anche proposto di fare l’election day ma non siamo statti ascoltati. Nelle prossime settimane m’impegnerò a fondo; vedo che in queste ore stanno nascendo numerosi comitati locali». Conferma Piero Ruzzante, vicecapogruppo del Pd: «Come gruppo consiliare abbiamo sostenuto convintamente la richiesta di referendum presentata dalla Regione. Io voterò sì, tenendo conto anche della specificità territoriale veneta, ovvero dei nostri fondali così bassi».

Va detto che si vota domenica 17 aprile, dalle ore 7 alle 23. Si voterà per l’abrogazione del comma 17, terzo periodo, dell’articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, limitatamente alle seguenti parole: «per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale». Questa norma premette la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi o di gas naturale nel territorio nazionale compresi i mari entro le dodici miglia dalla costa». Chi vuole abrogarla, deve votare sì.

Claudio Baccarin

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