Isabella Noventa uccisa dopo aver fatto l'amore

Un'intensa foto di Isabella Noventa

Trappola mortale: la donna attirata a casa di Freddy ammazzata a letto dopo un massaggio. Si ricomincia a cercare il cadavere

PADOVA. Isabella è stata uccisa dopo il sesso, tratta in inganno da un massaggio shiatsu. Non ha accennato alcuna difesa perché era rilassata, probabilmente stesa sul letto. La segretaria di 55 anni non sapeva che quelle carezze, quelle attenzioni, facevano parte di un disegno malato messo a punto già da qualche giorno. Freddy Sorgato, la sorella Debora e Manuela Cacco, avevano già deciso che quella sarebbe stata la sua ultima notte.

In un crescendo di tensioni erano arrivati tutti alla stessa conclusione: da quando era piombata lei sulle loro vite, nessuno riusciva più a essere felice. Odio, invidia e impotenza si erano sedimentati nell’animo di queste tre persone al punto da partorire un piano scellerato: ucciderla, far sparire il cadavere e inscenare la scomparsa.

È questa è la trama delineata dagli investigatori della Squadra mobile di Padova che per 32 giorni hanno studiato anche i risvolti psicologici di tutti i protagonisti del giallo. Sentendoli più volte a sommarie informazioni, analizzando il loro comportamento, incrociando i racconti delle persone a loro vicine, hanno scoperto che la realtà era molto diversa da come appariva. Freddy Sorgato, il ballerino di salsa e merengue e maestro shiatsu, benestante e sfrontato, apparentemente sciupa-femmine, in realtà era succube di Isabella Noventa. Inizialmente poteva apparire lui il dominatore, colui che decide e dispone. Con il passare delle settimane, però, è emerso un quadro di insicurezza e avvilimento.

Perché quella donna, forse la prima in 45 anni, non riusciva ad averla come voleva. Isabella, consapevole della sua superiorità mentale, riusciva a tenerlo alla corda. Lo prendeva come solo lei sapeva fare ma altrettanto velocemente lo scaricava. È questo il motivo per cui nella loro vita si era inserita Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara. Freddy la cercava e sapeva che c’era sempre. Gli dava un senso di sicurezza, gli faceva credere di avere un’alternativa. Il problema è che con il passare del tempo lei s’è innamorata e improvvisamente Isabella si è trasformata nell’unico ostacolo per una vita insieme. Poi c’era Debora, empatica e apprensiva, legata in modo viscerale al fratello. Temeva che Isabella volesse solo usarlo, magari per dilapidargli il patrimonio di famiglia. L’alleanza tra lei e Manuela è nata proprio per questo.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Squadra mobile, la sera del 15 gennaio erano già tutti e tre d’accordo. Freddy Sorgato ha trascinato Isabella Noventa nella sua villa di via Sabbioni e lì l’ha uccisa. L’ha strangolata o comunque soffocata. E lei non ha reagito in alcun modo. Non si è difesa, non l’ha graffiato. I poliziotti hanno esaminato tutta la casa con il luminol, composto chimico utilizzato per rilevare il sangue ma non è stata rilevata alcuna traccia ematica.

Dopo l’uccisione Debora e Manuela Cacco sono accorse in aiuto di Freddy. Le telecamere di videosorveglianza del Comune di Noventa Padovana sono dotate di un sofisticato sistema di riconoscimento delle targhe. L’occhio elettronico ha immortalato la Volkswagen Polo di Manuela, la Golf di Debora e ovviamente anche l’Audi A6 di Freddy. Dove abbiano nascosto il corpo resta un mistero ma la circostanza potrebbe venire a galla nelle prossime ore e il sospetto è che non si trovi molto distante da via Sabbioni. Ora che Manuela Cacco è crollata davanti agli inquirenti ammettendo di aver indossato il giubbotto bianco di Isabella per inscenare la fuga, il patto scellerato si è rotto e la verità è vicina.

e.ferro@mattinopadova.it

 

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