Anche la Lega condanna: «No alla giustizia fai da te»

Zaia durissimo: «Punire chi sbaglia». Il questore di Padova Gianfranco Bernabei: «La psicosi è ingiustificata, fatto isolato»

PADOVA. «Sembra un film ed è terribile anche solo da immaginare. È un episodio da condannare senza se e senza ma. Io posso capire l’angoscia dei cittadini e il loro senso di insicurezza, ma non riesco a immaginare un futuro in cui ci riempiamo i comodini di revolver e ci facciamo giustizia da soli. La giustizia che vogliamo non è questa, dobbiamo lavorare semmai nel potenziamento delle forze dell’ordine». Il presidente della Regione Luca Zaia è durissimo nella valutazione dell’episodio avvenuto a San Giorgio delle Pertiche. «Non ho altro che parole di condanna, credo che sia giusto punire chi ha fatto questo gesto. Mi dispiace moltissimo per i due ragazzini, comprendo la loro ansia, è a loro che voglio pensare adesso». Ma è tutta la Lega - solitamente più comprensiva nei confronti delle reazioni meno ortodosse di cittadini che si sentono minacciati - che condanna l’episodio. «Non si può uscire e sparare senza accertarsi se c'è pericolo», sostiene Daniele Canella, segretario di circoscrizione della Lega e consigliere comunale a San Giorgio delle Pertiche. «Questo però è un caso emblematico dell'insicurezza che si respira nel nostro territorio e in particolare nel nostro paese. Le cronache degli ultimi giorni sono pieni di furti, riusciti e tentati. Il problema è alla fonte: è il fatto che i cittadini sono esasperati e sono costretti a usare le armi per difendersi. Il domicilio dovrebbe essere sacro: se qualcuno entra a casa mia senza permesso devo potermi difendere. C'è invece una sensazione diffusa di essere indifesi contro i ladri». Canella, come Zaia, dedica un pensiero alle vittime: «Spero che il ragazzo ferito possa riprendersi presto», conclude, «e che questa vicenda possa servire ad aumentare il livello di sicurezza. Bisogna dare più fondi alle forze dell'ordine e alla polizia locale che cercano di fare il possibile per proteggere il nostro territorio».

Per il questore Gianfranco Bernabei non è giustificabile né comprensibile una psicosi legata al senso di insicurezza. «Io non avverto che esista niente di simile, non mi pare che i cittadini siano particolarmente preoccupati, anche perché, a parte rari casi, si tratta di un episodio isolato. Certamente la sicurezza è un tema molto dibattuto, però bisogna tenere conto della realtà. E la realtà, per come possiamo analizzarla noi con i dati più recenti, ci racconta che c’è una riduzione degli episodi criminosi. In ogni caso non si può invocare l’uso delle armi». Per il questore la diffesione di pistole e fucili non è comunque un problema: «Abbiamo una legislazione molto severa e ci sono controlli rigorosi, anche se poi per i fucili da caccia bisogna fare un discorso diverso. La diffusione delle armi non preoccupa, è sotto controllo».

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