«Ventimila a rischio per l’amianto»

PADOVA. In tutto il Veneto oltre 20 mila persone sono venute a contatto con l’amianto e rischiano di sviluppare una malattia correlata anche quarant’anni dopo l’esposizione. Dal 1987 ad oggi sono...

PADOVA. In tutto il Veneto oltre 20 mila persone sono venute a contatto con l’amianto e rischiano di sviluppare una malattia correlata anche quarant’anni dopo l’esposizione. Dal 1987 ad oggi sono stati registrati oltre 2100 nuovi casi di mesotelioma con particolare incidenza nelle province di Padova e Venezia. L’amianto, utilizzato comunemente fino agli anni ’80, continua a far paura. Numeri che si traducono in una strage annunciata secondo la Fondazione vittime dell’amianto “Bepi Ferro” che si appella al mondo della politica per attivare un monitoraggio sanitario sulla popolazione a rischio. «In Veneto manca un’effettiva e capillare sorveglianza sanitaria – dichiara Enzo Merler, del comitato scientifico – attraverso l’adozione di protocolli diagnostici di ultima generazione come la Tac spirale, è possibile ridurre gli indici di mortalità dei tumori polmonari. Questi obiettivi sono già stati raggiunti da altre Regioni, basti pensare al Friuli Venezia Giulia dove sono arrivati già alla sesta edizione della Conferenza regionale sull’amianto. In Veneto non ce n’è stata nemmeno una. Manca inoltre una mappatura ufficiale dei siti contaminati da amianto». Gli associati fanno fronte comune per ottenere una legge regionale che darebbe la possibilità al Veneto di allinearsi con il piano nazionale proposto in occasione della conferenza sull’amianto del 2012 tenutasi a Venezia. (e.f.)

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