Zaia: "Profughi nelle caserme dismesse? Impossibile"

Il governatore leghista boccia la proposta del presidente dell'Anci Fassino: "I nostri tecnici della sanità hanno esaminato i cinque siti militari veneti indicati da Roma, sono discariche a cielo aperto insalubri e pericolose"

VENEZIA. Il governatore veneto Luca Zaia respinge la proposta di ospitare i profughi nelle caserme dismesse, avanzata dal presidente nazionale dell'Anci Piero Fassino per fronteggiare i flussi provenienti dalla Libia. "Man mano che la crisi dei migranti si aggrava, qualcuno torna a ipotizzare l'utilizzo delle caserme abbandonate dai militari, evidentemente non ne ha mai vista una: si tratta di discariche a cielo aperto dove, a parte ogni considerazione sulla dicurezza, la stessa dignità delle persone sarebbe calpestata".

Zaia rivela l'esito di un sopralluogo compiuto nei cinque siti dal Governo alla Regione nell'estate scorsa, ovvero le basi logistiche dismesse a Meolo, Ceggia, San Giorgio di Livenze e le caserme abbandonate a Codogné e Abano: "I nostri tecnici della sanità hanno accertato condizioni di fatiscenza, sporcizia, assenza di infissi, presenza di animali, deiezioni e detriti all'interno e all'esterno degli edifici. In una parola, sono insalubri e inutilizzabili. Di tale situazione, ulteriormente peggiorata a distanza di dieci mesi, sono stati informati sindaci e prefetti, perciò confido che l'argomento sia accantonato una volta per tutte".

Stoccata finale all'Anci: "Visto che rappresenta gli enti locali, mi piacerebbe che interpellasse il territorio prima di avanzare progetti irrealizzabili". L'emergenza legata agli sbarchi di profughi e rifugiati sta infiammando la campagna elettorale in Veneto ed evidenzia l'irriducibile distanza tra il "fronte del rifiuto" guidato dalla Lega e la posizione della Chiesa, ribadita in questi giorni dal segretario di Stato Vaticano, il vicentino Pietro Parolin, in visita a Padova e a Venezia: "Chi rifiuta l'accoglienza alle persone in fuga dalla guerra e dalla miseria non può dirsi cristiano", le parole del braccio destro di Papa Francesco "l'Europa deve affrontare un esodo epocale e chi si illude di arginarlo erigendo i muri, imbocca una scorciatoia illusoria e pericolosa".

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