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Tosi difende Lupi: gesto raro, Pd pilatesco

Zaia: squadra e programma pronti. Al Vinitaly primo incontro di governatore e sindaco dopo lo strappo

VERONA. Il governatore leghista del Veneto, il sindaco di Verona cacciato dalla Lega e divenuto suo rivale. Oggi Luca Zaia e Flavio Tosi si ritroveranno al Vinitaly, e sarà il primo rendez vous dopo lo strappo clamoroso sancito da Via Bellerio il 10 marzo. Imbarazzi? «Ma no, gli stringerò la mano volentieri, abbiamo condiviso una lunga stagione di militanza e mi dispiace che sia finita così. Gli auguro in bocca al lupo», le parole di Zaia. Che nelle settimane precedenti la scissione ha lavor ...

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VERONA. Il governatore leghista del Veneto, il sindaco di Verona cacciato dalla Lega e divenuto suo rivale. Oggi Luca Zaia e Flavio Tosi si ritroveranno al Vinitaly, e sarà il primo rendez vous dopo lo strappo clamoroso sancito da Via Bellerio il 10 marzo. Imbarazzi? «Ma no, gli stringerò la mano volentieri, abbiamo condiviso una lunga stagione di militanza e mi dispiace che sia finita così. Gli auguro in bocca al lupo», le parole di Zaia. Che nelle settimane precedenti la scissione ha lavorato sotto traccia a organizzare la selezione dei candidati, le linee programmatiche e le modalità della campagna: «Abbiamo già le nostre liste, siamo pronti e noi abbiamo una bella squadra. Vi stupiremo con gli effetti speciali, quando si vedranno i nomi e la formazione capirere perché dico questo»; nel frattempo, dopo lo scisma tosiano e la frattura con l’Ncd, diventa essenziale l’alleanza con Forza Italia, non ancora formalizzata... «Il dialogo con loro è costruttivo, produttivo e fa sperare bene, si tratta di aspettare ancora qualche giorno per vedere se si trova la quadra sulle progettualità, io penso di sì». Chi vede rosa è il responsabile per l’immigrazione della Lega, il nigeriano Toni Iwobi: «Luca ha lavorato bene, la gente lo apprezza, non avrà grossi problemi». Si vedrà.

Certo, al suo fianco non mancherà Matteo Salvini, che si accinge a sbarcare nuovamente in Veneto; prima farà capolino all’expo vinicola di Verona e poi, a bordo di un camper, batterà le piazze principali della regione. Magari, al segretario federale capiterà di incrociare il nemicissimo Tosi: nella circostanza, quest’ultimo (pure disponibile a tendere la mano al competitor Zaia) ha fatto sapere che negherà il saluto al capo leghista, colpevole di aver architettato la trappola culminata nella sua espulsione. Nel frattempo, replica colpo su colpo alle battute del Matteo leghista: «Salvini dice di non volersi occupare di chi sarà terzo? Io non conto di arrivare terzo e in Veneto si dice che chi si loda si imbroda e non vorrei che questo atteggiamento si ritorcesse contro di lui, che ha dato voce a sondaggi di ogni tipo. Vedremo alla fine chi prenderà i voti». Per acchiapparne il più possibile, il veronese sta allestendo un ventaglio di liste civiche: «La connotazione principale di chi vuole correre con noi é il radicamento in Veneto e non certo un simbolo nazionale», scandisce. Salvo accarezzare l’intesa con Ncd e schierarsi in difesa di Maurizio Lupi, il beniamino del Nuovo centrodestra nostrano: «Ha fatto un gesto raro, dimettendosi da ministro pur non essendo indagato. Eppure in Italia si continuano ad usare due pesi e due misure: c'è un candidato a governatore del Pd in Campania che ha una condanna in primo grado e corre lo stesso, ci sono quattro sottosegretari di Renzi indagati che rimangono al loro posto e pure il premier ha avuto la sua questione familiare. Scelte pilatesche, l'unico che viene linciato è Lupi».

Filippo Tosatto