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Turista morì in Canal Grande il pm chiama in causa il Comune

VENEZIA. Il commissario straordinario del Comune di Venezia Vittorio Zappalorto è stato convocato per giovedì mattina negli uffici della Procura della Repubblica. A chiamarlo è stato il pubblico...

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VENEZIA. Il commissario straordinario del Comune di Venezia Vittorio Zappalorto è stato convocato per giovedì mattina negli uffici della Procura della Repubblica. A chiamarlo è stato il pubblico ministero Roberto Terzo: vuole sentirlo come persona informata sui fatti per quanto riguarda il traffico acqueo in Canal Grande. L’indagine da cui il magistrato è partito è quella per omicidio colposo per la morte del turista tedesco Joachim Vogel, schiacciato sulla gondola, dove era salito con la moglie e i suoi figlioletti, per il tradizionale giro. La poppa di un vaporetto dell’Actv, per evitare la collisione con un altro mezzo pubblico, ha schiacciato l’imbarcazione contro il pontile del Magistrato alle acque, a Rialto, dove si era fermata. Il procedimento non è ancora concluso e gli imputati - tre piloti Actv, un tassista e un gondoliere - sono davanti al giudice dell’udienza preliminare, convocata per il 23 aprile.

Il rappresentante della Procura ha aperto un nuovo fascicolo per reati di pericolo (l’articolo 450 del codice afferma che «chiunque, con la propria azione o omissione colposa, fa sorgere o persistere anche un naufragio è punito con la reclusione fino a due anni»), non ci sono indagati, lo ha fatto sulla base di una nuova consulenza: la prima riguardava le cause che hanno determinato l’incidente in cui è morto il professore di Monaco, la seconda - ancora coperta dal segreto istruttorio nelle sue conclusioni - avrebbe esaminato il traffico in Canal Grande, i rischi che chi lo percorre affronta e l’immobilità delle autorità pubbliche che avrebbero dovuto intervenire. Già nella consulenza sull’incidente del 17 agosto 2013 i periti nominati dal pubblico ministero davano un giudizio del tutto negativo del traffico. «Stupisce come gli incidenti siano relativamente così pochi. Ciò probabilmente è dovuto alla grande esperienza pratica dei conduttori che si confrontano tutti i giorni con le esigenze dei propri clienti e quelle delle città». A sostenerlo sono stati il comandante di grande esperienza, Antonio Morisieri e il contrammiraglio Lucio Borniotto. Il 2 settembre 2013, spiegano i due, cioè pochi giorni dopo l'incidente, hanno attentamente visionato le riprese di una videocamera piazzata all'altezza di Rialto che ha registrato il traffico per dieci ore: i mezzi transitati sono stati ben 1607, tra questi 700 erano taxi, 219 vaporetti Actv, 216 barche da trasporto, 168 barche private, 209 gondole, 39 lancioni Alilaguna per Tessera, 15 mezzi di Veritas per la spazzatura, 13 ambulanze e 10 lance dei vigili della Polizia locale. «Il traffico appare molto convulso», proseguono i consulenti, «a fronte dell'analisi dei numeri riportati. Il transito sembra regolato dalla necessità di abbattere, per quanto più possibile, i tempi di transito e di manovra, per offrire ai numerosi utenti più viaggi, nella stessa giornata. Pur esistendo regole di precedenza prioritarie, le stesse non vengono rispettate. In conseguenza chi impegna prima lo specchio acqueo passa per primo». Ora, il pubblico ministero vuole sapere dal commissario se l’amministrazione comunale è corsa ai ripari e quali sono gli interventi.

Giorgio Cecchetti

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