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Morto dissanguato per la ferita alla gamba

NANTO. Ucciso da una fucilata alla gamba. Un proiettile ha raggiunto il rapinatore sopra il ginocchio e la ferita gli è stata fatale. È questa l’ipotesi emersa ieri durante l’esame esterno del...

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NANTO. Ucciso da una fucilata alla gamba. Un proiettile ha raggiunto il rapinatore sopra il ginocchio e la ferita gli è stata fatale. È questa l’ipotesi emersa ieri durante l’esame esterno del cadavere del nomade Albano Cassol. È probabile che il colpo, sparato con un fucile Mauser, abbia lesionato un importante vaso sanguigno, tanto da provocare una emorragia rivelatasi alla fine mortale. Il benzinaio, Graziano Stacchio, aveva detto fin da subito che non aveva intenzione di uccidere. «Ho mirato alle gambe solo per fermare il bandito che stava avanzando e che sparava» ha infatti spiegato più volte. Intanto emergono nuovi dettagli sul tentato colpo di martedì sera alla gioielleria Zancan di Ponte di Nanto.

A cominciare da una pistola sequestrata dai carabinieri del nucleo investigativo e trovata vicino al cadavere. Si tratta di una Beretta calibro 9, con la matricola abrasa ma non illeggibile: i militari stanno dunque cercando di capire da dove provenga. E continua la caccia alla banda, che è riuscita a far perdere le sue tracce a bordo di un’Audi A8 rubata e preparata per la fuga vicino al ponte che costeggia la Riviera Berica. Mercoledì, dopo che il cadavere del rapinatore è stato identificato, sono scattati controlli in diversi campi nomadi del Veneto e soprattutto nel Trevigiano, dove abitava Albano Cassol. Aveva 41 anni, due figli e una moglie che aspettava il terzo. Non solo, alle spalle anche un lungo “curriculum” di arresti, denunce e ancora condanne, detenzioni, sorveglianze speciali. Colpi, rapine, sparatorie e anche un’accusa di tentato omicidio.

Dopo aver ascoltato testimoni e controllato filmati i carabinieri stanno ricostruendo la dinamica del tentato assalto alla gioielleria Zancan.

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