Lupi: «Il Governo scavalcherà Trento sulla Valdastico»

Il ministro: è un’opera strategica per l’Italia e l’Europa Zaia: «Tavoli inutili, al prossimo ci andrò con la motosega»

BADIA POLESINE. «Sarà pure una provincia autonoma, ma fino a prova contraria Trento è in Italia e non può bloccare un’opera strategica per la nazione e per l’Europa: nel prossimo Consiglio dei Ministri scavalcheremo ogni obiezione sulla Valdastico Nord».

Non usa mezzi termini il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, accorso ieri nel Rodigino per l’inaugurazione del nuovo tratto di Valdastico Sud che dal Polesine porta verso Vicenza. «La mia presenza qui è un’ulteriore conferma che il Governo crede nell’importanza di quest’opera, che proietta la Valdastico verso nord» ha puntualizzato Lupi, estremamente critico verso la ferma opposizione che da anni la provincia autonoma di Trento contrappone al progetto. «Lo scorso 10 novembre il Cipe ha approvato il secondo stralcio del progetto Valdastico Nord e ha rimandato al Consiglio dei Ministri la decisione definitiva: in quelle sede proporrò di superare qualsiasi obiezione, auspicando che dai miei colleghi arrivi una ferma presa di responsabilità».

Il Consiglio dovrebbe tenersi entro i primi giorni di gennaio, visto che per legge la seduta va convocata a 60 giorni dall’incontro del Cipe di novembre. La scelta del Governo passerà poi al vaglio della Commissione per gli affari regionali che decreterà il via definitivo alla realizzazione dell’opera. «Siamo stanchi di chiedere proroghe all’Europa e di fare brutte figure con questi continui rinvii: c’è un momento per ascoltare le obiezioni e un altro in cui il Paese deve decidere», sentenzia il ministro.

«Il Cipe aveva in realtà proposto l’apertura di un altro tavolo con Trento» ha affermato il governatore Luca Zaia «Il prossimo tavolo noi lo facciamo con la motosega: in Italia si convocano i tavoli solamente quando non si vuol decidere. C’è poco da discutere: come Veneto versiamo ogni anno 21 miliardi di tasse e vogliamo che almeno qualcosa ci ritorni indietro come opere e viabilità».

Sulla stessa linea anche il presidente di Serenissima, Flavio Tosi: «Basta agli interessi di bottega: la priorità va alle esigenze della collettività». Che detta dai massimi esponenti della Lega fa una certa impressione.

Oltre a rassicurare sulle sorti del prolungamento a nord dell’A31, Lupi ha dispensato certezze anche sugli investimenti dedicati all’Alta velocità: «Abbiamo sbloccato le risorse per il collegamento Brescia-Verona e per quello Verona-Padova, finanziandoli rispettivamente per 2,268 e 1,950 miliardi. Iniziamo a consumare questi soldi e non aspettiamo il 2019 per avviare i cantieri». Il ministro ha quindi lanciato un monito alle concessionarie autostradali: «Il Governo è per lo stop agli aumenti delle tariffe: cittadini ed economia non li reggono più. Bisogna lavorare perché le tariffe siano contingentate per più anni e aumentino solo limitatamente all’inflazione, dunque non più dell’1,5%. In virtù di questo credo nella necessità di un modello di gestione unitaria delle autostrade italiane, ad oggi sin troppo frammentato: spalmare investimenti su 3.500 km è un conto, farlo su 100 è un altro».

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