Unioncamere: Pil alle stelle se il Veneto fosse sovrano

A Cison di Valmarino riuniti un migliaio di attivisti di Indipendenza Veneta Il direttore Bellati: «Da sola la regione crescerebbe del 12%, più della Cina»

CISON DI VALMARINO. Al grido di: «Si può fare», una marea di bandiere di San Marco ha invaso Cison, ieri mattina, per il meeting di Indipendenza Veneta. Da non confondersi con gli organizzatori di Plebiscito.eu, che l’indipendenza del Veneto l’hanno già dichiarata: «Noi seguiamo la via istituzionale, e pacifica, che è l’unica percorribile». Un migliaio gli attivisti saliti a Castelbrando, sede del convegno. Applausi scroscianti per l’intervento di Gian Angelo Bellati, direttore Unioncamere Veneto: «Se fosse indipendente, il Veneto crescerebbe più della Cina, con un più 12% del Pil da un anno all’altro».

Entusiasmo sostenuto dai (suoi) numeri, che raccontano in 34 pagine come il Veneto indipendente non abbia nulla da temere: «Abbiamo lavorato tre anni per elaborare queste proiezioni economiche. Il risultato è che l’indipendenza non avrebbe alcun aspetto negativo». In platea, tanti sindaci e tantissimi imprenditori. All’esterno bandiere scozzesi (popolo “fratello”, secondo gli indipendentisti), cartelli disseminati in tutto il Quartier del Piave, banchetti di raccolta firme per la causa secessionista, volumi di storia della Serenissima Repubblica, magliette e cappellini come allo stadio. L’entusiasmo è simile: «Questo è un convegno unico nella storia del Veneto» spiega Michele Favero, portavoce Indipendenza Veneta «e arriva il giorno dopo un voto fondamentale da parte del consiglio regionale, che ha detto sì al referendum per l’indipendenza. Finalmente si ascolta la voce dei veneti, con un progetto fatto da noi. Qualcuno ha cavalcato l’onda, ma ora il referendum dovrà arrivare. Non c’è nessuna forma di incostituzionalità: l’autodeterminazione dei popoli viene prima della costituzione stessa». Il Teatro Magno non basta ad accogliere tutti, gli interventi sono proiettati anche su un maxi schermo all’esterno. Dopo i saluti di Massimo Colomban, 13 diversi interventi di avvocati, professori, economisti e filosofi da tutto il mondo. Due catalani (Roger Fernandez e Marc Gafarot i Monjò) spiegano le analogie tra Venezia e Barcellona, l’economista parigino Pascal Salin riflettono su economia e moneta. E Bellati di Unioncamere porta i numeri dell’indipendenza: «Il Veneto ha un Pil procapite inferiore solo a 9 Paesi europei. Ogni anno risparmia 14 miliardi di euro, qui il costo della pubblica amministrazione è di molto inferiore rispetto alle altre Regioni. Risparmiando sulle spese di funzionamento dello Stato Veneto, il risparmio complessivo sarebbe di 35,4 miliardi di euro. Libereremmo risorse per investimenti pubblici, e riduzione delle tasse. In un anno, il Pil volerebbe a più 12 per cento».

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