Gli indipendentisti «Obiezione fiscale»

VICENZA. Obiezione fiscale contro Roma: è questa la sfida che Gianluca Busato, imprenditore informatico e leader di Indipendenza veneta, lancerà questa sera da piazza dei Signori di Vicenza. La...

VICENZA. Obiezione fiscale contro Roma: è questa la sfida che Gianluca Busato, imprenditore informatico e leader di Indipendenza veneta, lancerà questa sera da piazza dei Signori di Vicenza. La manifestazione era in programma la settimana scorsa, ma il blitz della Procura di Brescia con l’arresto dei 24 venetisti di Alleanza, ha imposto un cambio di programmi: niente Piazza San Marco, simbolo dell’assalto dei Serenissimi, disco verde invece per Vicenza. E all’ombra della basilica palladiana, Busato presenterà la fase 2 del suo programma: lo sciopero fiscale contro il governo. Stop ai versamenti del 18 maggio e del 18 giugno, cioè all’acconto Irpef e alla Tasi, fotocopia dell’Imu. Consapevole che l’Italia non è la Germania, dove chi evade le tasse finisce in carcere come dimostra la vicenda di Ulrich Hoeness, il calciatore-presidente del Bayern Monaco condannato a 3 anni di gattabuia, il leader Busato è ottimista sull’esito della protesta ma non azzarda previsioni.

Saranno almeno 2 milioni i veneti pronti a seguirlo, più o meno gli stessi che hanno votato il fantomatico referendum sul sito plebiscito.eu?

«C’è poco da scherzare, l’Austria ci sta facendo ponti d’oro: spera proprio che il Veneto diventi uno stato autonomo, per tornare ai fasti di Vienna. Intanto le nostre aziende scappano in Carinzia per i bonus fiscali e fino a quando la nostra regione non otterrà lo statuto speciale come Trentino e Friuli, il malcontento esploderà in rivolta».

E del blitz cosa ne pensa?

«Rocchetta è la persona più pacifica del mondo e va scarcerato», conclude Busato.

Stessa musica la suona l’avvocato Alessio Morosin, che difende Flavio Contin, l’ideatore di tanko1 e tanko2. «Abbiamo presentato ricorso al tribunale del riesame e il 15 aprile dovrebbe esserci l’udienza a Brescia: non c’è pericolo di fuga né di reiterazione del reato. L’accusa ruota attorno a una ruspa con due lamiere, non mi risulta che i Ris di Parma abbiano avviato la perizia perché la difesa non è stata informata e non ha nominato alcun consulente».

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