M5S annuncia un esposto sul project della Pedemontana

VENEZIA. Una delegazione di cinque parlamentari del M5S ha incontrato il procuratore di Venezia, Luigi Delpino, per segnalare che la loro richiesta di avere copia degli atti relativi alla costruzione...

VENEZIA. Una delegazione di cinque parlamentari del M5S ha incontrato il procuratore di Venezia, Luigi Delpino, per segnalare che la loro richiesta di avere copia degli atti relativi alla costruzione e ai contratti di project financing per la Pedemontana, una delle opere accusate di distruggere il territorio veneto, è stata respinta. Al termine del breve incontro, su consiglio del magistrato, i parlamentari hanno deciso che presenteranno un esposto. «Come deve fare qualsiasi altro cittadino», ha chiarito lo stesso procuratore Delpino.

«Nei doveri dei parlamentari», ha spiegato il senatore Enrico Cappelletti prima di entrare in procura, «c'è anche quello di fare delle verifiche su come vengono spesi i denari pubblici e la Pedemontana è una delle più grandi opere attualmente in via di realizzazione in Veneto, alla quale sono connessi problemi legati alle spese, alla sicurezza pubblica e idrogeologica e alla tutela dei proprietari espropriati. Sugli atti che avevamo richiesto, abbiamo ricevuto risposta negativa dal commissario Silvano Vernizzi, che ci ha detto che un parlamentare non è legittimato a richiedere un accesso agli atti. Siamo quindi in Procura per una questione di trasparenza: per rendere notorio che, di fronte a una richiesta che riteniamo legittima, non abbiamo avuto accesso agli atti. Nel comunicarlo al Procuratore, ascolteremo quali strade possiamo intraprendere, compreso l'utilizzo della forza pubblica se necessario, per poter avere questa presa visione». «La Pedemontana, - ha aggiunto il deputato Federico D'Incà, «è un investimento con somme importanti, visto che ai 244 milioni del 2002, il 13 luglio dello scorso anno si è aggiunto un altro finanziamento di 370 milioni. Chiediamo a Vernizzi di poter capire perché alcuni documenti non ci sono stati dati. Una serie di documenti fondamentali, tra cui un dettaglio completo delle opere complementari temporaneamente sospese: quali siano, perché siano sospese e se rientrino nei 2 miliardi e 258 milioni inizialmente previsti. Ancora, chiediamo di vedere la polizza per la garanzia fideiussoria e di sapere presso quale istituto siano depositati gli ulteriori 18 milioni che sembrano mancare, oltre a chiedere una verifica degli elaborati delle planimetrie».

L'iniziativa si inserisce, come ha detto il senatore Gianni Girotto, nel solco del progetto complessivo avviato quattro mesi fa, per mettere insieme, per fare sinergia e massa critica, tutti i piccolissimi comitati spontanei sorti contro alcune opere che si stanno realizzando sul territorio. «Se non riusciremo ad ottenere copia dei documenti», hanno concluso Cappelletti e Girotto, «ci rivolgeremo alla magistratura perchè proceda d'ufficio contro il commissario per omissione di atti d'ufficio». (g.c.)

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